Italia, crescono occupati ma anche chi è senza un lavoro

29 Luglio 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – Il quadro è tendenzialmente positivo ma comunque contrastante per il mercato del lavoro italiano. Sono cresciuti gli occupati, proseguendo la tendenza positiva vista nel 2016, grazie anche alle assunzioni spinte dagli sgravi fiscali per le aziende. Allo stesso tempo è salita la percentuale di cittadini senza un lavoro, con il tasso di disoccupazione generale che è cresciuto. Quello giovanile è sceso ai minimi dal 2012, ma resta comunque su livelli preoccupanti.

Il paradosso del contemporaneo aumento del tasso dei disoccupati e del numero di occupati si spiega con l’incremento delle persone che sono entrate a far parte del mercato del lavoro. In pratica il governo si vanta per dati che si devono in parte al calo storico del tasso di inattività, sceso al 35,1% (-0,1 punti percentuali) ed è il valore più basso toccato dall’inizio delle serie storiche.

Malgrado l’aumento del tasso di disoccupazione, più occupati e meno inattivi è comunque un buon segno. La stima degli occupati è aumentata dello 0,3% (+71 mila persone occupate) in giugno, proseguendo la tendenza positiva già registrata nei tre mesi precedenti (+0,3% a marzo e ad aprile, +0,1% a maggio). Tale crescita è attribuibile sia alla componente maschile sia a quella femminile e riguarda gli indipendenti (+78 mila), mentre restano sostanzialmente invariati i dipendenti. Il tasso di occupazione, pari al 57,3%, aumenta di 0,1 punti percentuali sul mese precedente.

Su base annua sono stati 329mila in più gli occupati (+1,5%), divisi tra +264 mila tra gli over 50 e +175 mila tra i 15-34enni. Dai dati dell’Istat emergono insomma movimenti mensili dell’occupazione positivi, che hanno determinato un buon risultato nel secondo trimestre nel suo complesso: consistente è stato in questo frangente l’aumento degli occupati (+0,6%, pari a 145 mila unità) rispetto al primo trimestre, con segnali di crescita diffusi sia per genere sia per posizione professionale e carattere dell’occupazione.

“Naturalmente resta ancora molto da fare per il problema della disoccupazione, ma i dati dell`Istat danno il segno che la direzione è quella giusta e che si sta consolidando la tendenza di miglioramento del mercato del lavoro”, ha commentato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, il quale parla di “risultati straordinari“.

“Sono molto soddisfatto: 71mila occupati in più sul mese precedente, 329mila in più in un anno e 600mila in più da quando siamo al governo sono risultati straordinari, a cui si affiancano il calo dei disoccupati (140mila in meno in un anno) e la costante diminuzione degli inattivi (325 mila in meno in un anno), a conferma della fiducia nella possibilità di trovare un`occupazione”.

Sempre a giugno il tasso di disoccupazione è salito all’11,6%, tuttavia. Dopo il calo di maggio, la stima dei disoccupati è aumentata dello 0,9% (+27 mila unità). Su base annua l’inattività è invece scesa del 2,3% (-325 mila persone inattive) e il tasso di inattività di 0,7 punti percentuali.

È calato leggermente il tasso di disoccupazione dei giovani. Secondo i dati provvisori dell’Istat a giugno il tasso di disoccupazione per chi ha un’età compresa tra i 15 e i 24 anni, cioè la quota di giovani disoccupati sul totale di quelli attivi (occupati e disoccupati), è pari al 36,5%, in flessione dello 0,3% rispetto al mese precedente. Tocca il livello più basso a partire da ottobre 2012.

Dal calcolo del tasso di disoccupazione sono per definizione esclusi i giovani inattivi, cioè coloro che non sono occupati e non cercano lavoro, nella maggior parte dei casi perché impegnati negli studi. L’incidenza dei giovani disoccupati tra 15 e 24 anni sul totale dei giovani della stessa classe di età è pari al 9,8% (cioè meno di un giovane su 10 è disoccupato). Tale incidenza risulta invariata rispetto a maggio. Il tasso di occupazione aumenta di 0,2 punti percentuali, mentre quello di inattività cala di 0,3 punti.