Paradosso Fed: l’acquisto di asset potrebbe far salire i tassi

29 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Oramai i trader sul mercato FX si preparano allo scontro con i mutamenti dinamici che potrebbero arrivare la prossima settimana, dopo le elezioni mid-term degli USA. La notte delle elezioni è martedì ed i Repubblicani dovrebbero riprendersi il controllo della Camera dei Rappresentanti (House of Representatives) e questo potrebbe portare ad una modifica nella spesa governativa per stimoli all’economia.

Ma per il mercato FX non finisce qui: mercoledì prossimo agisce la Federal Reserve e vedremo finalmente l’ammontare del tanto chiacchierato “QE II” che noi pensiamo sia stato più che scontato dal mercato. QE chiaramente è negativo per il dollaro perché la Fed essenzialmente mette in circolazione liquidità (leggi: soldi) a fronte degli asset che intende acquistare.

Chi spera che il dollaro riprenda vigore essenzialmente sta sperando in due soluzioni particolari: che la dimensione degli acquisti di asset sia minore del previsto oppure che gli acquisti verranno spalmati su un lasso di tempo più lungo. Essenzialmente il mercato ad oggi pare essere fermo, senza sapere cosa succederà.

Per di più, la Fed ha chiesto (ed ecco la cosa strana) ai bond dealer una proiezione, sui prossimi 6 mesi, di acquisti di asset unitamente all’impatto sui rendimenti, per poter stimare l’impatto delle loro misure sulla crescita e sul mercato in toto.

Per assurdo, se la Fed riacquistasse troppi asset, potrebbe spingere a rialzo i tassi invece di tenerli depressi, perché cadrebbe nella trappola della liquidità ed il mercato guarderebbe all’inflazione prospettica futura.

Intanto stanotte c’è stato l’IPO di AIA Group Ltd (il ramo asiatico di American Insurance Group – AIG) alla borsa di Hong Kong che ha raccolto un consenso notevole dagli investitori salendo del 17% dal prezzo di emissione. Se qualcuno sta cercando di capire i movimenti dello Yen contro Eur,Gbp e Usd di stanotte, ecco svelato una componente principale.

L’altra componente è la pioggia di dati nipponici usciti stanotte, che confermano il rallentamento in atto dell’economia giapponese (CPI -1,1% vs. -1 atteso, Produzione Industriale -1,9% vs. -0,6% atteso). Dunque risk-off e Yen riacquistato.

Prima di passare all’analisi tecnica, ricordiamo anche che oggi parte a Hanoi il summit tra i 10 membri dell’ASEAN (Association of Southeast Asian Nations) che dovranno discutere delle sfide imposte dai rialzi nelle valute dell’Asia emergente, anche per via della politica monetaria imposta dalla Cina che continua a dirottare la pressione su valute come il Baht tailandese e sul Peso filippino.

Nikkei (Candele) vs. UsdJpy (Linea) – grafico 60 minuti

Passando alla sezione sull’analisi tecnica, dobbiamo innanzitutto mettere in prospettiva la discesa dei cross contro Jpy di stanotte, unitamente alla lieve ripresa che stiamo osservando stamattina. Nella notte gli avvenimenti sopra descritti hanno spinto a rialzo lo Yen per flussi “risk-off” e quindi abbiamo visto EurJpy schizzare da 113,00 a 112,00 con GbpJpy in discesa da 129,30 a 128,40 e UsdJpy da 81,00 a 80,50!

Discese notevoli che però aprono la strada a ritracciamenti sostanziosi: l’EurJpy potrebbe ritracciare fino a 112,50 ma prima deve superare due scogli: 112,20 e poi 112,30 (minimi di swing). GbpJpy sta già recuperando più terreno e da 128,50 si può arrivare a 128,80 forse a 129,00. Il UsdJpy invece si trova una barriera subito sopra a 80,80 e solo superando tale livello si apre la via a 81,00.

Per quanto concerne l’euro, notiamo subito EurChf in forte trend rialzista oramai confermato e ora il supporto del trend è posto a 1,3620 (EMA 100). L’EurUsd probabilmente resterà confuso prima dei dati delle 11.00 AM mentre l’EurGbp sta procedendo verso il minimo di swing a 0,8700.

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