Padre indici di Borsa ha più Bond che titoli azionari

15 Dicembre 2015, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Jack Bogle, il padre degli indici di Borsa, ha ridotto la sua esposizione nell’azionario e ora ha in portafoglio più Bond che titoli di società quotate. Il fondatore del gruppo Vanguard, il fondo comune più grande al mondo, si aspetta ritorni da investimento aggiustati all’inflazione del 4,5% e nel peggiore dei casi del 4% nei prossimi dieci anni (il 6% dai titoli di Borsa e il 3,5% dall’investimento nel mercato del reddito fisso).

Appena Bogle ha fatto l’annuncio, i mercati hanno reagito. In negativo. Ma Bogle ha precisato che non si tratta di un’analisi sul breve termine. Sul breve “gli aggiustamenti nell’asset allocation devono essere minimi”. È tutta una questione di lungo termine. Chi fa acquisti e vendite ragionando sul breve, perde soldi. Lo stesso 86enne guru lo ha detto, in fondo:

“La Borsa è una distrazione gigantesca per chi investe e fa affari. Ti porta a pensare a breve termine”

Per questo le prospettive vanno fatte su un arco temporale di almeno dieci anni: perché nessuno è in grado di prevedere il futuro. “Ogni giorno, ogni settimana, ogni anno può succedere qualunque cosa. Ma in dieci anni di tempo viene fuori come le aziende hanno performato veramente e questo è un eleento più importante rispetto a come è andata la Borsa”.

Bisognerà rassegnarsi a guadagnare meno e risparmiare di più. E per ottenere successo sui mercati, bisogna guardare alla solidità delle aziende, agli utili societari, ai tassi dei dividendi. In fondo sono questi aspetti che generano i ritorni da investimento in Borsa.

“Guadagnano soldi, pagano la cedola e investono il resto nei loro affari. È così che il valore viene creato”. Al momento Bogle confida di essere esposto per il 53% ai Bond e per il 47% a titoli azionari, “pressoché completamente indicizzati o in fondi quasi interamente correlati al mercato”.

“Ho ridotto leggermente la percentuale di titoli detenuti in portafoglio quest’anno, in gran parte per via del fatto che sono in un momento della mia vita nel quale sono più interessato alla conservazione del mio patrimonio, piuttosto che nella crescita costante”.

Un altro modo per dire che il padre degli indici di Borsa principali si aspetta una performance dei mercati azionari insufficiente a creare una crescita costante dei propri investimenti.