Padoan: protezionismo e stop riforme minacce per l’Italia

27 Aprile 2018, di Alberto Battaglia

In attesa dell’Ecofin di Sofia il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha cercato di rassicurare gli animi sull’andamento dell’economia italiana, nonostante gli avvertimenti del presidente della Bce, diretti al complesso dell’Eurozona. “L’economia deve vedersela con due rischi di rallentamento”, ha dichiarato Padoan alla Stampa, “uno è di natura ciclica, perché la fase di massima espansione – penso soprattutto a Ue e Usa – si riduce di intensità”.

“L’altro è legato alle minacce di protezionismo che potrebbero deprimere le aspettative e frenare gli investimenti”. Per quanto riguarda l’Italia, tuttavia, Padoan non intravede rischi immediati in quanto “gli investimenti privati continuano ad essere sostenuti”, mentre “i consumi hanno una buona velocità di espansione“.

Fra i segnali positivi sul rischio-Paese va poi aggiunto il minimo quadriennale toccato dai Credit-default swap: era da quattro anni che non costava così poco assicurarsi contro l’eventuale insolvenza dello Stato italiano. E sull’invito di Draghi a rispettare il Patto di stabilità, Padoan non vede riferimenti particolari all’Italia ma è consapevole che le riforme, che hanno permesso all’economia di tornare a crescere e di mettere a posto in parte i conti pubblici, non possono fermarsi qui.

“Certo l’Italia deve completare l’aggiustamento, ma non è sola. La nostra posizione di bilancio è migliore di molti altri, a partire da Francia e Spagna”, ha affermato, sottolineando che lo Spread dei rendimenti obbligazionari si è ulteriormente ristretto non solo rispetto alla Germania ma anche nei confronti della Spagna, di cui si parla molto bene negli ultimi tempi.

La minaccia del protezionismo proveniente dagli Stati Uniti, che potrebbe ridurre il volume degli scambi internazionali riducendo l’economia globale, viene vista, però, con preoccupazioni “piuttosto elevate”, spiega il ministro, “soprattutto perché gli europei vedono Trump rivolgersi alla Cina ma temono di poter diventare oggetto di misure selettive in alcuni settori strategici”. Le conseguenze dell’America First di Donald Trump hanno una conseguenza chiara nei rapporti con i partner: il “problema delle conseguenze per gli altri”, nel perseguire questa politica, è sentito “meno che in passato”.