Società

PADOA-SCHIOPPA: SITUAZIONE
PEGGIO DEL ’92

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”La revisione al rialzo delle stime sull’andamento del Pil è indubbiamente una buona notizia. Ma sarebbe pericoloso, oserei dire una ‘tentazione diabolica’, pensare che un anno di crescita all’1,5-1,6%, dopo vari anni di ‘zero virgola’, sia la soluzione al problema dei nostri conti”.

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E’ quanto afferma il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, in un’intervista al Corriere della Sera. Secondo il ministro, comunque, “la crescita rappresenta oggi la sfida fondamentale dell’economia italiana”, anche perché “i partner europei continuano a crescere molto più di noi ed é presto per dire quanto dell’attuale ripresa ciclica rappresenti una duratura correzione dello stallo degli ultimi anni. Potremo parlare con più ottimismo solo quando sarà avvenuta una ripresa forte della produttività totale dei fattori, non solo del fattore lavoro, e quando l’economia avrà realizzato per più anni una crescita al di sopra del potenziale”.

Tornando ai conti pubblici, il titolare di via XX Settembre ribadisce che “lo stato della finanza pubblica nel 2005, al netto di un’inflazione che all’epoca era altissima, è per certi versi più critico che nel ’92: l’avanzo primario si è quasi azzerato, come allora, e il rapporto debito-Pil è più alto che nel ’92”. La differenza, rispetto ad allora, “é che lo squilibrio non è più un generatore di instabilità monetaria, ma bensì un freno alla crescita: in questo senso il problema dei conti è parte centrale del problema della crescita”.