OUTSOURCING PER IL FINANCIAL TIMES

5 Aprile 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Londra, 5 apr – Con le aziende di mezzo mondo che hanno trovato da tempo nell’outsourcing un rimedio per contenere i costi e raddrizzare i bilanci, non stupisce che anche le compagnie editoriali stiano pensando di fare altrettanto. L’ultima grande testata ad aver aperto una sede all’estero è il Financial Times, che pare intenzionato ad assumere a Manila 20 redattori che si occuperanno dell’aggiornamento di Ft.com, il sito web del quotidiano. Una decisione che ovviamente ha scatenato le proteste della redazione centrale, provocando una parziale retromarcia da parte dei dirigenti, che hanno negato un trasferimento imminente dell’attività nelle Filippine. Un portavoce ha comunque confermato che nei piani aziendali c’è il progetto di “espandere la struttura già esistente a Manila, che andrà ad affiancare le risorse editoriali che già abbiamo a Londra e in altre parti del mondo”. Altri gruppi editoriali inglesi hanno già provveduto a spostare parte del lavoro in Asia, assumendo giornalisti in Paesi dove il costo del lavoro è molto minore rispetto al Regno Unito. La Reuters iniziò l’outsourcing di attività editoriali in India nel 2004, e oggi ha oltre 60 giornalisti nella redazione di Bangalore, che si occupano di economia statunitense. In totale, secondo un rapporto della World Association of Newspaper, la Reuters in India impiega in totale 300 persone, e ha in programma di arrivare a 1500. E anche Anthony O’Reilly, direttore esecutivo della Independent News & Media, ha manifestato l’intenzione di spostare all’estero parte delle attività di redazione dei giornali del gruppo, fra i quali l’Independent stesso, anche nella sua edizione irlandese.