Oro: sui 6.300 usd se ci fosse una conversione dollari/metallo prezioso

7 Febbraio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Intervista di Wall Street Italia a Massimo Siano, Head Italian Market at ETF Securities

Domanda:Gli ETP legati alle commodities e gli ETP in generale hanno registrato una performance di crescita molto buona negli ultimi anni e, come risulta dal vostro studio, il patrimonio globale degli ETC é cresciuto mediamente del 103% all’anno negli ultimi cinque anni. Eppure spesso nelle trasmissioni televisive rivolte agli investitori, si continuano a sentire le solite domande: investire in bond o in azioni? Qual è la spinta che a vostro avviso dovrebbe portare gli investitori a puntare invece più sugli ETP che su altri investimenti in asset?

Risposta. Il mercato si e’ evoluto, la dicotomia azioni contro obbligazioni non ha piu’ senso visto che l’andamento dei valori azionari con quelli obbligazionari sembra essere molto piu’ correlato rispetto al passato. Credo che il mercato invece stia selezionando gli attivi di investimento secondo le seguenti categorie: crescita (azioni, bond high yeld), rendita fissa (azioni con forti dividendi e bond governativi) e “Real assets” (materie prime ed immobili).

Il segmento degli Etc in Italia nel 2010 e’ cresciuto di oltre il 100% ed e’ dominato al 96% da Etf Securities, il segmento degli ETF principalmente azionari ed obbligazionari con 10 emittenti e’ cresciuto del 40%. Le materie prime quindi sono gia’ una realta’ nel portafoglio degli italiani e l’interesse per questa nuova classe d’attivo e’ crescente e tangibile ogni volta che incontro gli investitori istituzionali.

Domanda: Nel rapporto appena pubblicato, nella parte Outlook per il 2011, si afferma che “i principali fattori che condizioneranno i ritorni degli ETP sulle commodity, saranno probabilmente gli stessi che hanno condizionato la performance nel 2010.” Vengono citati tra questi il problema dei debiti sovrani, le misure di quantitative easing e le implicazioni sulle valute dei paesi industrializzati, l’inflazione e i prezzi globali degli asset. Insieme ad altri elementi. Ora, in modo specifico, guardando alla performance dell’oro, il cui ETP di riferimento potrebbe riportare una buona performance anche quest’anno, complici anche le attese di un rialzo dell’inflazione, non la preoccupa il recente ribasso delle quotazioni sul Comex? Nelle ultime sedute, infatti, nonostante il perdurare delle tensioni sui mercati dei debiti sovrani, i prezzi dell’oro si sono allontanati in modo deciso dai record oltre i 1.400 testati poco tempo prima. Ha qualche target sui prezzi dell’oro quotati sul Comex nel breve, medio e lungo termine, considerando che ora c’è anche la possibilità che la Bce alzi i tassi prima del previsto? (e dunque ci sarà meno bisogno in quel caso di un hedge contro l’inflazione?).

Risposta.Io non ho target precisi, dico solo che i 2 acquisti piu’ importanti di oro negli ultimi 2 anni sono stati fatti da Cina ed India attorno rispettivamente a 870 dollari l’oncia e 1050 dollari l’oncia. Da allora i prezzi del metallo giallo non sono piu’ scesi sotto quel livello. Per me questi due livelli sono dei punti veramente significativi, non vedo al contrario punti di limite al rialzo. Non credo infine che la BCE alzera’ i tassi nel 2011

Domanda.Potrebbe dare indicazioni sui fondamentali del mercato dell’oro, a livello proprio di offerta e domanda? E anche dell’argento, altro metallo prezioso che ha segnato un rally di tutto rispetto nell’ultimo periodo del 2010? Ma quanto contano la domanda e l’offerta in questi mercati e quanto invece l’aspetto speculativo?

Risposta. La differenza principale tra l’oro e le altre commodity e’ che l’oro non e’ usato soltanto come bene industriale ma e’ considerato storicamente come un bene rifugio dalle incertezze economiche e dal rischio dei bond governativi. La differenza principale infatti tra l’oro e la moneta e’ che solo quest’ultima puo’ essere stampata. Quanto piu’ si stampa moneta cartacea, quanto piu’ cresce il valore dell’oro e viceversa. E’ quindi Il principio domanda ed offerta di moneta che causa il valore dell’oro e non la domanda e offerta da parte industriale. Per alcuni economisti la relazione e’ molto semplice, il governo Americano possiede 263 milioni di once d’oro ed e’ il piu’ grande detentore d’oro al mondo mentre la base monetaria della federal reserve corrisponderebbe a 1,7 mila miliardi di dollari.

Nel caso vi fosse una piena conversione tra dollari e oro, l’oro dovrebbe valere attorno ai 6300 dollari, molto di piu’ quindi dei valori attuali. Piu’ aumenta l’offerta di moneta piu’ aumenta la probabilita’ di rifugiarsi in oro e quindi convertire dollari in oro ed arrivare alla piena conversione. Altri economisti piu’ semplicemente comparano l’oro al potere d’acquisto dei beni alimentari o di largo consumo ed i valori si aggirerebbero attualmente sopra i 2000 dollari l’oncia quindi ancora molto al di sopra dei valori attuali.

L’argento in America era definito come l’oro dell’uomo povero e storicamente era anche valutato come bene rifugio. In fondo in molti paesi e’ stato considerate anch’esso una divisa, basta pensare che in francese moneta si dice “Argent” o alla Cina dove l’argento veniva scambiato come metallo prezioso con valore di moneta primaria al posto dell’oro. Se dovessimo intendere l’argento come metallo prezioso e bene rifugio allora dovremmo consideralo al pari dell’oro in rapporto alla quantita’ di moneta in circolazione. Poiche’ la quantità di moneta in circolazione e’ identica sia per l’oro che per l’argento basta misurare il rapporto tra i due metalli in base alla media storica per capire se l’argento sia sopravvalutato o meno nel mercato. Il rapporto attuale e’ 45 dunque inferiore alla media storica dagli anni 70 ad oggi che e’ di 54.

Domanda. Le varie strette sul credito che la Cina sta mettendo in atto e la possibilità di nuovi rialzi di tassi di interesse nel corso del 2011, unite al fatto che gli ultimi dati di dicembre hanno effettivamente dimostrato come l’inflazione cinese abbia fatto una piccola marcia indietro, non costituiscono un rischio per la performance dell’oro? Alcuni analisti parlano in effetti di nuove discese per il metallo giallo. Lei cosa ne pensa?

Risposta. Non credo che i tassi di interesse si alzeranno sia in Europa sia negli USA e probabilmente neanche in Cina nel 2011. Le banche centrali in occidente hanno in questo momento l’obiettivo di stimolare la crescita interna anche a costo di creare troppa inflazione. L’unico vero segnale di contrasto all’inflazione da parte della Cina sarebbe la rivalutazione della propria moneta. Potrebberlo rivalutarla anche domani mattina ma credo sia l’ultima cosa cha vogliano.

Domanda. In che modo si evolverà in futuro a suo avviso il mercato degli ETP? Il trend al momento appare di continua crescita. Ma quali sono i rischi se paragoniamo questi strumenti ad altri di investimento?

Risposta. Nel 2010 il segmento ETF in Borsa italiana e’ cresciuto poco piu’ del 40% ma con 10 ETF provider, il segmento ETC dominato al 96% da ETF Securities e’ cresciuto di oltre il 100%. Il numero degli ETF quotati in Borsa Italiana e’ raddoppiato in poco tempo. Solo 4 emittenti a mio giudizio realizzano profitti in Europa e noi siamo tra quelli, quindi il mercato non potra’ non consolidarsi nei prossimi 5 anni. Sono sicuro che i pesci grandi mangeranno inevitabilmente quelli piu’ piccoli.

Domanda. E’ possibile ricevere indicazioni su quale potrebbe essere la migliore commodity dell’anno?

Risposta . Osservando i flussi dei nostri ETC sembra che il rame sia il favorito tra i nostri investitori europei.

Domanda. Non preoccupa per il 2011 il fatto che i tentativi della Cina di mettere un freno al surriscaldamento della propria economia si traducano in una domanda minore di metalli industriali?

Risposta . Certamente si ma bisogna vedere se in Asia siano insoddisfatti dell’inflazione e questo e’ tutto da dimostrare visto che fino adesso questi paesi ed in particolare la Cina hanno fatto di tutto per non rivalutare la propria moneta

Domanda.Infine, riguardo all’apporto positivo che le economie di paesi emergenti hanno dato alle commodities grazie all’appetito di metalli e materie prime, non preoccupa il fatto che non solo in Cina, ma anche in altre aree asiatiche si inizia a parlare dell’allarme bolla?

Risposta. Certamente si ma se si parla di bolla nel mercato azionario ed obligazionario nei paesi emergenti allora l’asset class che dovrebbe trarne piu’ vantaggio in base ai dati storici dovrebbe essere ancora una volta l’oro. Io invece credo che se i tassi di interesse rimarrano bassi la stagnazione potrebbe rimanere solo in occidente ed in Giappone a causa della cosi’ detta “trappola di liquidita’”.