Oro, argento, petrolio, euro: i supporti e le resistenze

13 Maggio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Legnano – Ultima giornata di trading della settimana in cui ci aspettiamo una volatilità media sul mercato dei cambi, dove molte coppie valutarie si trovano su livelli interessanti che andremo ad esplorare nella sezione di analisi tecnica insieme.

Le borse ieri hanno performato bene soltanto negli Stati Uniti, mentre le commodities hanno vissuto una fase laterale dopo le forti correzioni avvenute dopo la pubblicazione dei dati cinesi, che abbiamo avuto modo di commentare nel nostro Morning Adviser di ieri.

L’oro è andato ad appoggiarsi su una trendline di medio periodo tracciata su un grafico a 4 ore, a partire da fine gennaio, area molto prossima al 38.2% di ritracciamento di Fibonacci dello stesso movimento catturato dalla linea di tendenza appena citata. Ci siamo riportati ora sopra quota 1.500,00, che diventa il supporto più importante di breve periodo, con le prime resistenze passanti per 1.508,00. Allargando un po’ il periodo di analisi e gli orizzonti temporali si possono considerare buoni livelli da monitorare 1.480,00 (terndline) e 1.525.00.

Stessa price action per l’argento (parliamo del rimbalzo dopo la correzione che, chiaramente non si è appoggiata su nessuna trandline visto il fortissimo sell-off registrato sul metallo) che ora si trova sotto la soglia di resistenza di brevissimo passante per 35.00 e sotto l’area di resistenza per un orizzonte temporale di qualche ora di 35.90. 32.50 il supporto di breve, mentre la possibilità che ci si avvicini al livello cruciale che passa tra 30.00 e 30.50.

Il WTI è andato ad appoggiarsi sul supporto di 95 dollari al barile, livello già raggiunto settimana scorsa e che ci sta confermando la sua validità. Ipotizzabile ora un range tra 97.50 e 100.00, oltre i quali è possibile sfruttare delle rotture che porterebbero ad aumenti di volatilità, mentre il Brent si potrà muovere tra 110.00 e 115.00, con un supporto di brevissimo a 112.00. Dal punto di vista dell’analisi fondamentale non abbiamo grandi cose da aggiungere rispetto a quello che abbiamo commentato durante questa settimana.

Dobbiamo annotare sul nostro taccuino le vendite al dettaglio americane, uscite allo 0.5%, in calo rispetto ad aspettative (0.6%) e a precedente (0.9%), che però non hanno influenzato il mercato, mentre oggi ci attendiamo due potenziali market mover (per cui attenzione a possibili aumenti di volatilità): l’indice di fiducia dell’Università del Michigan, 5 minuti prima delle 16 (consensus 70.0) ma soprattutto l’indice dei prezzi al consumo, leggasi inflazione, che come sappiamo, è uno dei dati maggiormente guardati in questo momento, in quanto ricopre un gran peso all’interno delle decisioni di politica monetaria della Fed, che ha comunque dato un’idea chiara di come potrà muoversi (o non muoversi), almeno fino all’estate.

Passiamo ora all’ultimo appuntamento della settimana con l’analisi tecnica.

Vediamo immediatamente l’eurodollaro dove, osservando un qualsiasi grafico, notiamo come vi sia stato un grande rispetto del livello indicato come supporto chiave. Il livello di 1.4150 infatti, seppur in effetti sia stato superato di qualche punto, ha prontamente favorito una ripresa della moneta unica sino ad un recupero, in poche ore di più di una figura.

Ciò che abbiamo compreso dal movimento è che non possiamo prescindere da questo importante livello per il nostro trading, sia di breve che di lungo. Abbiamo altresì appreso, dall’altro lato, quanto interessante si sia rivelata la resistenza di 1.4250, allargata per la verità anch’essa di qualche punto. Abbiamo ottenuto quindi un range di un centinaio di pips abbondanti che, una volta, rotto potrebbe dare idea della direzione da assumere in questo particolare momento che sembra più un bivio che un livello come tanti altri.

Diamo uno sguardo ora alla situazione grafica del cambio UsdJpy. La prima sensazione che trasmette è certamente di maggiore tranquillità rispetto a tutte le altre major. Osservando un grafico con un timeframe inferiore al giornaliero si può notare particolarmente bene la linea di tendenza positiva degli ultimi giorni, rotta ieri poco al di sotto di 81 figura.

Questo ha innescato un modesto movimento in calo che potrebbe nuovamente condurre il cambio a provare di rompere il precedente minimo del 5 maggio scorso, 79.60. La direzione a ribasso crediamo che sia indicata piuttosto bene dalla media mobile di lungo, su un grafico a 4 ore, poiché da un mese esatto contiene i tentativi di ripresa del cambio: l’esempio più recente lo ritroviamo ieri, così come anche il giorno prima. Per le prossime ore questa linea transita a 81.30 (doppio massimo visto tra ieri e due giorni fa).

Vediamo ora il cambio EurJpy dove ci rendiamo conto, più passa il tempo, di quanto sia a rischio l’area di supporto di 115. Sono infatti stati davvero molti i tentativi di rottura in questi giorni ed anche ora i prezzi vi si trovano al di sotto. Rispettando l’analisi di ritracciamento di Fibonacci e delle zone di attenzione dei passati mesi, dovemmo considerare oramai rotto il livello e cominciare ad ipotizzare l’ulteriore raggiungimento di 113 figura (61.8% di ritracciamento del movimento compreso fra 106.40 e 123.30).

Passiamo al cable, dove troviamo con interesse il raggiungimento del livello indicato i giorni passati come ultimo supporto, degno di nota, per la tenuta della ripresa di lungo periodo della sterlina. In questo caso facciamo riferimento a 1.6250, quindi il 61.8% di ritracciamento di Fibonacci del movimento in salita compiuto dal cambio fra fine marzo e fine aprile (1.5950 e 1.6740 sono i due estremi).

Un superamento a ribasso oltre questo importante supporto muterebbe lo scenario in uno ancora maggiormente favorevole al dollaro.
Il cambio EurGbp non suggerisce livelli nuovi rispetto a quelli visti ieri ed i giorni precedenti. Crediamo che i prezzi potranno trovarsi nuovamente a fare i conti con 0.88 figura, come livello chiave di resistenza, così come con il forte supporto visto ieri mattina a 0.8675.

È stato interessante ieri osservare come, sul cambio UsdChf, la resistenza di 0.89 figura sia stata rispettata perfettamente dall’evoluzione dei prezzi. La tendenza in salita dal 5 maggio scorso è infatti stata interrotta da questo che in passato si era rivelato un interessante livello di supporto.

La nostra idea di fondo in questo caso non muta: siamo sempre in attesa che il cambio possa confermare il proprio momento favorevole andando a superare la resistenza di 0.89 – 0.8990 e giungere all’obiettivo finale di 0.92 (la più importante resistenza di lungo osservabile su un grafico giornaliero).

Concludiamo con il cambio EurChf dove abbiamo compreso come i livelli di maggiore attenzione su un grafico giornaliero si trovino a 1.25 e 1.27, mentre più nel breve, da due giorni a questa parte per la precisione, abbiamo notato come si sia venuta a creare un’area più ristretta compresa fra 1.2615 e 1.2555.

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