ORA LEGALE
IN ANTICIPO MA
IL BUG FA PAURA

15 Marzo 2007, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – Negli Stati Uniti, lo scorso fine settimana è stata introdotta l’ora legale con un mese di anticipo rispetto al solito. Una svolta, epocale e ambientalista, che ha l’obiettivo di sfruttare il più possibile la luce del sole riducendo l’utilizzo di energia elettrica per illuminare.

La scelta decisa dal Congresso Usa nel 2005, è costata alle aziende 1,5 miliardi di dollari spesi in software per evitare di cadere vittima della tecnologia informatica. I computer infatti hanno l’ora legale tarata sulla tradizionale entrata in vigore di aprile e questo cambiamento, temono gli esperti, potrebbe causare un caos elettronico simile al Millenium Bug del 2000, con rischi molto accentuati soprattutto per quanto concerne eventuali pagamenti online.

A riferirlo è Will Cappelli, analista di Gartner che ha monitorato le società americane nel cambio dell’ora legale. Tra i gruppi maggiormente coinvolti in questo cambiamento c’è Eletronic Data System che, coi suoi 3,5 milioni di computer è il numero due al mondo nelle gestione delle reti: Eds ha creato un’apposita squadra composta da 15 addetti pronta a intervenire in caso di problemi.

Società di software quali Microsoft e Ibm (i cui programmi gestiscono calendari e agende) hanno realizzato aggiornamenti da scaricare da Internet per prevenire inconvenienti. Ora la questione passa al Dipartimento dell’energia Usa, cui spetta la gestione dell’ora legale, verificare se l’iniziativa ha prodotto conseguenze benefiche riguardo al risparmio energetico.

Al momento, secondo le prime stime, il risparmio di elettricità è «relativamente modesto» come spiega un portavoce del Dipartimento Usa. Una volta analizzato il rapporto sul cambio dell’ora, il Congresso potrà decidere se tornare alla vecchia scansione dell’ora legale oppure mantenere la novità anche nei prossimi anni. Costringendo le aziende ad adeguarsi un’altra volta.

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