OPZIONI O CW? IL DILEMMA DEI TRADERS

23 Marzo 2001, di Redazione Wall Street Italia

Il prolungarsi della situazione negativa impedisce alla maggioranza degli investitori di trarre vantaggio dalle condizioni di mercato e ciò è essenzialmente dovuto alla scarsa propensione che il trader italiano ha nell’assumere posizioni corte, ovvero posizionarsi al ribasso su un’azione o un indice.

E’ anche vero che pochissime SIM e nessuna Banca italiana permettono la vendita allo scoperto e questa mancanza è stata prontamente sfruttata dalle varie Emittenti che hanno riversato sul mercato un’infinità di Covered Warrant di tipo Put e apparentemente questi sono gli unici strumenti che il trader ha a disposizione per cavalcare il ribasso ma così non è. (vedi nota a fondo pagina).

Le opzioni Mibo30 e le Isoalfa, oltrechè lo stesso Fib30, trattate sul mercato IDEM possono molte volte sostituire egregiamente i Covered Warrant e bypassare quindi eventuali furbate delle banche emittenti.

l’IDEM e’ un mercato organizzato e gestito dalla Borsa Italiana SpA. Inoltre alcuni CW sono trattati su circuito MICW, gestito direttamente dalla Borsa Italiana SpA. Mentre altri sono trattati direttamente sui circuiti interni degli
emittenti (per es. TLX).

Cerchiamo di conoscere meglio questi strumenti e capire le differenze rispetto ai Covered Warrant:

Con il Fib30 si compra a tutti gli effetti l’intero indice Mib30 pagandolo 5 euro per ogni punto. In questi giorni che il Mib30 oscilla intorno ai 37.000 il Fib30 costa dunque 37.000 x 5 = 185.000 euro. Non è necessario pagare l’intera somma perché è richiesto solo un versamento a garanzia del 10% circa creando così un notevole effetto leva. Il valore del Fib30 discosta quasi sempre dal valore intrinseco del Mib30 in virtù delle aspettative del mercato e in genere i valori raggiungono l’uguaglianza solo l’ultimo giorno di negoziazione che è sempre il terzo venerdì del mese di scadenza (Marzo, Giugno, Settembre, Dicembre). Come gli altri derivati, è possibile venderlo allo scoperto prestandosi così anche allo scalping intraday.

Le opzioni Mibo30 possono sostituire i CW sull’indice Mib30 (in realtà è vero il contrario essendo i CW una loro imitazione) e possiedono anzi delle caratteristiche che li rendono sicuramente vincenti rispetto ai loro “cugini poveri”. La più importante è data dal fatto che vengono immessi sul mercato, secondo le esigenze createsi, dei nuovi strike in modo da “restare sempre nei pressi” del sottostante. Altra differenza importante,le scadenze che sono mensili (il terzo venerdì di ogni mese) e i traders più smaliziati sanno quanto è remunerativo lavorare in scadenza. La liquidità è garantita direttamente dalla Cassa di Compensazione che si fa carico di tutte le transazioni ad un prezzo equo escludendo così il rischio di trovarsi con delle opzioni invendute. Non esiste un lotto minimo di negoziazione e ogni punto indice costa 2,5 euro. Il Put 35.000 Aprile 2001 che oggi vale circa 400 (scommette quindi sul Mib30 a 34.600 per fine Aprile) costa 2,5 euro X 400 = 1.000 euro per ogni contratto. Per il resto è del tutto simile a un CW sia per le modalità di negoziazione che per l’effetto leva, esistono sia Call che Put e per correttezza va detto che da un raffronto grafico degli storici tra Mibo30 e CW a parità di strike e di scadenza non emergono significative convenienze dell’uno sull’altro se non la garanzia di correttezza del Market Maker.

Le Isoalfa si possono invece paragonare ai CW su Azioni (ce ne sono una trentina) con le sole differenze che possono essere vendute allo scoperto e che hanno un diverso criterio di calcolo per i multipli. Le opzioni Isoalfa come sottostante hanno solo azioni italiane, mentre i CW hanno anche sottostanti esteri. Come per le Mibo30 hanno scadenze mensili che le rendono ideali per forti speculazioni. Nemmeno in questo caso un raffronto grafico storico con i CW ha evidenziato particolari differenze.

Anche se apparentemente non sembrano emergere significativi vantaggi nell’acquistare un’opzione piuttosto che un CW le cose non stanno così.

Grazie alla possibilità che le opzioni offrono di poter vendere allo scoperto e ai molti strike e scadenze disponibili è possibile elaborare con esse complesse strategie di protezione del portafoglio che è poi il vero motivo per cui esistono questi strumenti.

Inutile illudersi quindi di abbandonare i Covered Warrant a favore delle opzioni per porre fine alle devastanti perdite che i derivati causano. Come i Covered Warrant nemmeno le opzioni perdonano infatti un errore di posizionamento. Essere contro il trend non lascia scampo, ma anche se correttamente posizionati, perdere l’attimo giusto può significare trasformare in perdita ciò che sembrava un gain sicuro.

Un’ultima parola sulla volatilita’. Ho operato per molto tempo con i CW ma in tutta onestà non ho mai notato problemi di bassa liquidità. I problemi cui fa riferimento il sig. Squarotti
mi sembra derivino da un eccessiva liquidità avutasi nel corso dei mesi su quel CW così che la banca ha pensato bene di non ritirare tutto
quello che aveva venduto, condotta deplorevole ma non illegale.

Nemmeno con le opzioni si sarebbe risolto il problema essendo abbondantemente out of the
money, la Cassa di Compensazione garantisce infatti denaro-lettera solo per i 6 strike più vicini e un Call 50.000 col Mib30 a 37.000 sarebbe valso zero euro molto prima della scadenza.

Se si opera quindi con CW in the money o comunque vicini allo strike la banca emittente ha tutto l’interesse a togliere dalla circolazione un CW che potrebbe costarle molto caro qualora la scadenza fosse a premio.

Ho inoltre fatto un accurato raffronto tra CW e opzioni a parità di strike e di scadenza e avvero non emergono significative differenze se non per il fatto che nei momenti di “panico
intraday” la banca ci mette davvero lo zampino fermando la ruota e riposizionando la pallina riprendendo una metafora già usata.

Purtroppo, a causa dell’altissima volatilità di questi strumenti, questo si traduce in un
danno devastante per il trader.

Concludendo, c’è un solo modo per non perdere denaro con i derivati ed è quello di usarli con lo scopo per cui sono stati creati impegnando solo una parte del capitale e solamente a protezione delle Azioni possedute.

Tutti gli altri utilizzi espongono a rischi altissimi di cui si deve prendere atto. Prima di decidere se abbandonare i CW a favore delle opzioni sarebbe vantaggioso fare una sincera analisi del proprio “modus operandi” poiché se fosse lui la causa delle perdite difficilmente passare alle opzioni o alle isoalfa risolverà il problema.

PRECISAZIONE SULLE VENDITE ALLO SCOPERTO

La vendita allo scoperto in Italia non è vietata. Grossi equivoci sono sorti perchè non esiste una struttura come in altri paesi che si incarica di
prestare i titoli e non essendoci nemmeno una legislazione in proposito, ogni Sim o Banca la regolamenta “in proprio” con contratti ad hoc col cliente.

Purtroppo la maggioranza degli investitori privati non conosce questa possibilità semplicemente perchè compra e vende azioni appoggiandosi alla propria banca piuttosto che ad una Sim specializzata che sia in grado di fornire tutti i servizi ed è facile comprendere che per le banche la gestione del “borsino” è un’attività secondaria usata in questi tempi come articolo civetta per acquisire clienti e non hanno quindi interesse a “specializzare” questo servizio.

I più diffusi e popolari servizi di Trading Online (Directa Sim, Fineco, Mediolanum etc…)
non permettono nemmeno di operare sul Fib, figurarsi se si prendono il fastidio di permettere le vendite allo scoperto.

La posizione di Sim e delle banche è comunque comprensibile dato il fastidioso lavoro che avrebbero alle spalle e dati i margini ormai risicati con cui operano.

L’unica regola contemplata dalla legge consiste nel consegnare i titoli dopo tre giorni dalla vendita e se il cliente non si ricopre in giornata è la Sim in ultima analisi ad essere responsabile della consegna che dovrà andarsi a cercare i titoli da qualche parte.

Per questo motivo solo le Sim di nicchia (Twice
Sim, Mediasim e poche altre) offrono al cliente questo servizio regolamentato per altro da contratti appositi.

Personalmente opero lo short con Twice Sim (www.twicetrader.it) e il limite impostomi è di chiudere le posizioni in giornata. Altre Sim di nicchia regolano a piacimento questo aspetto.

*Francesco Catalano e’ un trader indipendente che opera da Santa Cruz de Tenerife, Spagna.