WisdomTree: rally obbligazionario, le tante domande che si pone il mercato

24 Settembre 2019, di Lidia Treiber (WisdomTree)

Le asset class dell’universo a reddito fisso hanno generalmente ottenuto buoni risultati quest’anno, poiché la domanda di titoli di Stato da parte degli investitori è aumentata notevolmente, grazie alle crescenti preoccupazioni per il rallentamento della crescita globale, le guerre commerciali e la vicenda relativa alla Brexit.
Con l’aumento della domanda di titoli di Stato, i rendimenti sono stati spinti al ribasso, con molti titoli di Stato europei in territorio negativo. Con il continuo calo dei rendimenti obbligazionari, la richiesta di asset class a reddito fisso a più alto rendimento è aumentata, evidenziando una forte domanda di attività di rischio in vista del quarto trimestre del 2019. Nonostante la forte ripresa, gli investitori guarderanno alle prospettive di mercato più interessanti, sperando di ricevere risposte ad alcune importanti domande che si sono imposte nel corso del 2019.

La politica della banca centrale e le implicazioni per gli investitori

La Federal Reserve (Fed) ha ridotto i tassi di interesse per la seconda volta nel 2019, riducendo la forbice i fondi di riserva all’1,75%-2,00% durante la riunione di settembre. Sembra che ora l’ostacolo per un altro taglio dei tassi quest’anno sia più alto, dato che i funzionari della Fed sono divisi sul percorso che i tassi di interesse dovrebbero seguire, almeno fino a quando i dati economici non porteranno a una maggiore unione d’intenti.
Le prolungate guerre commerciali con la Cina potrebbero portare a dati economici più deboli nel corso dell’anno, il che potrebbe spingere i leader politici ad allentare nuovamente la politica monetaria nel 2019. In questa fase, permane un divario tra le aspettative dei mercati per i futuri tagli dei tassi e le indicazioni strategiche della Fed, un’incertezza che potrebbe portare gli investitori a rimanere delusi nel corso dell’anno se non si verificherà un altro taglio dei tassi.

 

La BCE sta inoltre assumendo una posizione accomodante in termini di politica monetaria, come è emerso chiaramente nella riunione di settembre. Mentre Christine Lagarde subentrerà a Mario Draghi come presidente della BCE in novembre, prima dell’addio di quest’ultimo è stata decisa la riduzione di 10 punti base dei tassi di deposito ed è stata comunicata la ripresa degli acquisti netti di asset per 20 miliardi di euro al mese, per tutto il tempo necessario a valutare l’impatto economico di questa decisione.
Una dinamica importante di questo pacchetto di stimolo è che la BCE sta indicando ai governi europei che continuerà a sostenere il suo programma di acquisto di asset, ma che sono necessari ulteriori incentivi fiscali per sostenere ulteriormente la crescita della zona euro, dato che i tassi di interesse potrebbero aver raggiunto un livello minimo inferiore. Per compensare in parte l’impatto negativo che il calo dei tassi di interesse potrebbe avere sulla redditività delle banche europee, la BCE ha inoltre introdotto un sistema di deposito a due livelli, in base al quale una parte della liquidità in eccesso sarà esente dai tassi negativi dei depositi a termine. L’obiettivo è quello di compensare alcune delle perdite degli istituti causate da tassi di interesse negativi.

Incertezza politica in Italia

L’Italia ha dovuto affrontare una buona percentuale di sfide quest’anno. L’incertezza politica ha indotto gli investitori a preoccuparsi sulle prospettive per il paese, spingendo leggermente in alto i costi di finanziamento del governo. Tuttavia, abbiamo recentemente notato un miglioramento del sentiment degli investitori e, attualmente, i titoli di Stato italiani decennali stanno ottenendo un rendimento inferiore all’1%, per la prima volta dall’agosto 2012. Due sono i fattori che hanno contribuito al calo dei rendimenti dei titoli di stato italiani.
Il primo è che il calo dei rendimenti fa parte di un rally obbligazionario globale, trainato dalle aspettative di rallentamento della crescita globale e da un’ulteriore politica accomodante della banca centrale. Il secondo driver principale è legato al miglioramento del sentiment degli investitori verso l’Italia, in quanto sembra che la politica italiana sia sia spostata allineandosi maggiormente con l’Europa, elemento positivo per i prossimi negoziati sul bilancio del paese.

Monitoraggio delle dinamiche di mercato

Guardando al futuro, sono diverse le dinamiche di mercato che stiamo osservando con attenzione. Nel Regno Unito, sarà fondamentale monitorare il percorso dei negoziati sulla Brexit, alla luce dell’avvicinarsi della scadenza del 31 ottobre. Con la Germania sull’orlo della recessione, ci aspettiamo di vedere dei segnali che riveleranno se Berlino prenderà parte agli stimoli fiscali per incentivare la sua crescita.
Mario Draghi ha fornito un insieme equilibrato di strumenti di politica monetaria volti a stimolare la crescita e l’inflazione nell’Eurozona, ma quali azioni intraprenderà Christine Lagarde una volta che diventerà presidente della BCE a novembre? Infine, con la controversia commerciale tra Stati Uniti e Cina che non mostra segni di ripresa e che continua a pesare significativamente sulle proiezioni di crescita globale, continuiamo a monitorare la situazione. Considerando anche che si stiamo avvicinando alle elezioni del 2020 negli Stati Uniti e a un potenziale secondo mandato per il presidente Trump. L’anno in corso ha posto molte domande agli investitori e molte altre rimangono all’orizzonte.