Opec non va oltre “accordo in principio” sulla produzione

22 Giugno 2018, di Alberto Battaglia

Il cartello dei paesi produttori di petrolio Opec ha raggiunto un “accordo in principio” che potrebbe condurre ad un aumento della produzione globale di petrolio fino a un milione di barili al giorno (Bpd) in più, pari a un incremento dell’1% dell’output mondiale. L’obiettivo dell’Opec è fronteggiare il rialzo dei prezzi del greggio, avvenuto anche in seguito alla crisi venezuelana e destinati a risentire delle sanzioni inflitte dagli Usa sull’Iran. L’incremento probabilmente non raggiungerà il milione, in quanto “molti Paesi che recentemente hanno prodotto al di sotto delle quote avranno difficoltà a recuperare il gap”, scrive Reuters citando fonti Opec, “mentre ad altri produttori non ciò non sarà consentito”.
I tagli alla produzione concordati in sede Opec l’anno scorso hanno contribuito a riequilibrare il mercato dell’oro nero riportandolo in area 75 dollari al barile; a ciò hanno contribuito anche fattori inaspettati come le crisi in Venezuela, Libia e Angola. Il taglio effettivo, dunque è passato dagli 1,8 milioni di barili concordati a 2,8 milioni. Per questo il cartello ha concordato l’esigenza riportare gli equilibri nei limiti previsti in precedenza.
L’accordo “sarà sufficiente per ora ma non abbastanza per affrontare un calo delle esportazioni iraniane e venezuelane”, ha dichiarato a Reuters Gary Ross, responsabile delle analisi sul settore per S&P Global, “non c’è molta capacità di riserva nel mondo: se perdiamo un milione di barili al giorno di produzione dal Venezuela e dall’Iran nel quarto trimestre, da dove verranno [le compensazioni per] tutti questi barili? Ci aspettiamo prezzi più alti più a lungo”.
Per il momento la notizia è stata accolta con quotazioni del barile in netto rialzo: il Wti avanza del 3,28% a 67,69 dollari; il Brent guadagna il 2,87% a 74,89 dollari.