Opec allo stremo, verso taglio produzione nel 2016

3 Dicembre 2015, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – L’Opec è ormai allo stremo delle forze. Al meeting di venerdì 4 dicembre l’Arabia Saudita cercherà di venire incontro agli altri paesi produttori ed esportatori di petrolio, proponendo un taglio condizionale della produzione a partire dal 2016.

Ma i mercati hanno già fatto le loro puntate in vista del summit e si aspettano che l’Opec continui a inondare i mercati di barili. Niente abbassamento dei livelli di barili prodotti già domani, dunque, dicono gli investitori. Come dimostrano le posizioni short. Le speculazioni al ribasso sui contratti sul greggio scambiati al Wti e al Brent hanno raggiunto quota 294 milioni di barili.

Ciò significa che una sorpresa potrebbe mettere in ginocchio diversi fondi hedge. L’obiettivo dei sauditi sembra quello di tornare ad alimentare la crescita dei prezzi del petrolio, che hanno perso più del 45% del loro valore dai minimi dell’anno scorso, ma solo a partire dall’anno prossimo. Una eventuale riduzione dei barili prodotti richiede però anche la partecipazione dei paesi che non fanno parte dell’Opec.

Al momento un barile di petrolio scambiato sui mercati americani del Wti vale meno di 42 dollari. Il regno saudita, il primo produttore di greggio al mondo, potrebbe avanzare la proposta di abbassamento dei livelli di produzione di 1 milioni di barili al giorno. Una misura che però entrerebbe in vigore dal 2016.

Lo ha riportato Energy Intelligence oggi, citando un delegato del gruppo che non è voluto restare nell’anonimato. Se l’impulsività del 30enne Mohammed bin Salman, principe saudita, avrà la meglio e il paese del Golfo sorprenderà tutti con un taglio della produzione già dal summit dell’Opec di domani, rischia di aprire un feudo familiare.

È lui l’unico uomo che conta. Helima Croft, una ex analista della Central Intelligence Agency statunitense e ora alle dipendenze di RBC Capital Markets, ha dichiarato che il vice è riuscito a infastidire non poco la vecchia guardia, “ammassando tutto il potere su di lui, in qualità di ministro della Difesa, presidente di Aramco e leader del consiglio economico principale del regno saudita”.

“Gestisce tutto, è lui che stabilirà se l’Arabia Saudita può sopportare o no di avere per un altro anno ricavi così bassi provenienti dall’oro nero”. Il paese ha dovuto imporre misure di austerità, che sono diventate chiare a tutti. Il re Salman ha ordinato con un decreto urgente la sospensione delle assunzioni e l’interruzione delle commesse pubbliche, anche di auto e mobili.

Fonte: Telegraph