ONGLYZA™ (saxagliptin) se aggiunto a insulina in adulti affetti da diabete di tipo 2 mantiene l

17 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Bristol-Myers Squibb Company (NYSE: BMY) e AstraZeneca (NYSE: AZN) hanno oggi annunciato i risultati di uno studio clinico investigativo di fase 3b in cui l’aggiunta di ONGLYZA™ (saxagliptin) in dosi da 5 mg alla terapia insulinica in corso (con o senza metformina) ha mantenuto le riduzioni dei livelli di glicemia nel sangue (livelli di emoglobina glicosilata, o HbA1c) nei pazienti adulti affetti da diabete di tipo 2 rispetto all’aggiunta di placebo (con o senza metformina) in un periodo da 24 a 52 settimane. Questi risultati, presentati durante il 47 esimo meeting annuale della European Association for the Study of Diabetes (EASD) a Lisbona, in Portogallo, sono stati ottenuti da un’estensione dello studio di 24 settimane, i cui risultati sono stati presentati in occasione della 71 esima edizione delle American Diabetes Association (ADA) Scientific Sessions di San Diego, in California, nel mese di giugno 2011. Nel corso delle 52 settimane dello studio, la modifica del basale dell’HbA1c nei pazienti che assumevano ONGLYZA 5 mg in aggiunta all’insulina (con o senza metformina) è stata di -0,75% rispetto al valore di -0,38% per i pazienti che assumevano insulina con placebo (con o senza metformina). È stato inoltre rilevato un maggior incremento nel basale della dose media giornaliera di insulina nei pazienti che hanno ricevuto il placebo rispetto a quelli trattati con ONGLYZA 5 mg (con o senza metformina). Non è stato determinato se dosi maggiori di insulina nel gruppo dei pazienti trattati con placebo avrebbero potuto influire sul valore della differenza tra i due gruppi di trattamento nelle analisi sull’efficacia. La proporzione dei pazienti, in ciascun gruppo di trattamento, che hanno risentito di almeno un effetto avverso nell’arco delle 52 settimane di trattamento è risultata simile. Gli eventi avversi riscontrati includevano ipoglicemia, infezioni del tratto urinario, rinofaringiti, infezioni del tratto respiratorio superiore, cefalee e bronchiti. “Poiché molti dei pazienti affetti da diabete di tipo 2, nel tempo, devono ricorrere a trattamenti insulinici, è importante valutare la capacità di un composto di agire in combinazione con l’insulina, per il controllo nel lungo periodo dei livelli di glucosio nel sangue”, ha dichiarato Anthony Barnett, MD, dello University of Birmingham and Heart of England NHS Foundation Trust nonché responsabile dello studio clinico. “Si tratta della prima indagine clinica a lungo termine a dimostrare che ONGLYZA 5 mg, utilizzato congiuntamente all’insulina, mantiene nell’arco di tempo che va da 24 a 52 settimane i miglioramenti nel controllo del glucosio nei pazienti adulti affetti da diabete di tipo 2”. In Europa, ONGLYZA è somministrato per via orale una volta die sotto forma di compressa da 5 mg negli adulti affetti da diabete mellito di tipo 2, per il miglioramento del controllo glicemico: ? In combinazione con metformina quando quest’ultimo ritrovato, abbinato alla dieta e all’esercizio fisico, non offre un controllo glicemico adeguato; ? In combinazione con le sulfaniluree quando questi ultimi ritrovati, abbinati alla dieta e all’esercizio fisico, non offrono un controllo glicemico adeguato nei pazienti per cui l’uso della metformina viene considerato inadatto; oppure ? In combinazione con un tiazolidinedione, quando quest’ultimo ritrovato, abbinato alla dieta e all’esercizio fisico, non offre un controllo glicemico adeguato nei pazienti in cui l’uso di un tiazolidinedione è considerato appropriato. Al momento ONGLYZA non è indicato in combinazione con le terapie insuliniche. Per informazioni complete sulle informazioni sulla prescrizione del farmaco in Europa vedere il riassunto delle caratteristiche del prodotto. Negli Stati Uniti ONGLYZA è indicato come coadiuvante per la dieta e l’esercizio fisico al fine del miglioramento del controllo dei livelli di zuccheri nel sangue (glicemia) negli adulti affetti da diabete mellito di tipo 2 in diverse situazioni cliniche. Non utilizzare ONGLYZA per il trattamento dei pazienti affetti da diabete mellito di tipo 1 o da chetoacidosi diabetica (aumento dei livelli di chetoni nel sangue o nelle urine), perché non risulterebbe efficace per queste patologie. Informazioni sullo studio Questo è stato uno studio di Fase 3b, multi-centro, randomizzato, placebo-controllato, a doppio cieco di 24 settimane con un’estensione a 28 settimane. L’endpoint primario a 24 settimane è stato la variazione rispetto al basale della media di HbA1c di ONGLYZA 5 mg aggiunto a insulina (con o senza metformina), rispetto al placebo aggiunto a insulina (con o senza metformina). Lo studio ha raggiunto l’endpoint principale, dimostrando che ONGLYZA 5 mg aggiunto a insulina (con o senza metformina) ha raggiunto una riduzione statisticamente significativa di HbA1c rispetto al basale di -0,75%, confrontato con il valore -0,38% (p-value < 0,0001) per chi ha ricevuto il placebo aggiunto a insulina (con o senza metformina). L'obiettivo complessivo dell'estensione è stato determinare i profili di sicurezza ed efficacia a lungo termine dell'ONGLYZA in un periodo di 52 settimane. Le misure di efficacia hanno incluso: le variazioni rispetto al basale di HbA1c, la dose giornaliera media di insulina totale (MTDDI), la percentuale di pazienti che hanno raggiunto la risposta glicemica di HbA1c < 7%, e il peso corporeo. Data la natura esplorativa di questo studio, la significatività statistica dei test non era stata pre-specificata nel piano di analisi statistica; tuttavia, per la valutazione dell'efficacia primaria (variazione rispetto al basale di HbA1c), è stata condotta un'analisi post-hoc sulla significatività. Lo studio ha incluso 455 pazienti con diabete di tipo 2 (età 18 – 78anni), con un inadeguato controllo glicemico (livelli HbA1c = 7,5% e = 11%; HbA1c basale media = 8,7%) che hanno ricevuto una dose stabile di insulina (con o senza metformina). I pazienti sono stati selezionati casualmente per ricevere ONGLYZA 5 mg aggiunto a insulina (n = 304) o placebo aggiunto a insulina (n = 151) una volta al giorno per 52 settimane. Durante il periodi iniziale di 24-settimane, i pazienti sono stati avvertiti di mantenere dosi stabili d'insulina, che poteva essere diminuita per ridurre il rischio di ipoglicemia. I pazienti affetti da iperglicemia o con insulina sostanzialmente aumentata, hanno ricevuto una visita di soccorso e sono rimasti nello studio con un regime flessibile di insulina. Durante il periodo di estensione, tutti i pazienti sono stati in grado di adottare un regime di insulina flessibile. Il 69% dei pazienti sono stati trattati con metformina, e la dose non poteva essere modificata nello studio. Dei 455 pazienti inizialmente randomizzati e trattati nello studio, 371 pazienti hanno completato l'estensione (81% dei pazienti nel gruppo ONGLYZA aggiunto a insulina, e 83% dei pazienti nel gruppo placebo aggiunto a insulina, fra quelli originalmente trattati). Risultati dello studio Durante il periodo di 52 settimane, i pazienti che hanno ricevuto ONGLYZA 5 mg aggiunto a insulina (con o senza metformina), rispetto ai pazienti che hanno ricevuto il placebo aggiunto a insulina (con o senza metformina) hanno mostrato quanto segue: Riduzione costante nel tempo dei livelli di glucosio nel sangue nell'arco di 52 settimane nell'HbA1c dal basale;-0,75% vs. -0,38% (p = < 0,0001, n = 244, basale 8,67% per ONGLYZA 5 mg aggiunto all'insulina; n = 124, basale 8,66% per il placebo aggiunto all'insulina). Una riduzione simile dell'HbA1c è stata rilevata per il basale dei pazienti che assumevano o meno metformina. L'aumento della quantità nella dose giornaliera media dell'insulina rispetto al basale è stato di +5,67 unità/giorno vs. +6,67 unità/giorno. Dei pazienti trattati con ONGLYZA 5 mg, il 21,3% ha ottenuto una risposta glicemica terapeutica di HbA1c < 7%, mentre dei pazienti trattati con placebo, l'8,7% ha ottenuto una risposta glicemica terapeutica di HbA1c < 7%. Gli incrementi nelle modifiche ponderali medie dal basale sono stati di 0,8 kg per ONGLYZA 5 mg vs. 0,5 kg per il placebo (95% CI: –0,3, 0,9; n = 246, basale 87,7 kg per ONGLYZA 5 mg aggiunto all'insulina; n = 125, basale 86,2 kg per il placebo aggiunto all'insulina) La maggior parte dei pazienti ha completato lo studio fino alla settimana 52 (rispettivamente l'81% e l'83% dei pazienti nei gruppi di ONGLYZA e del placebo). Nel corso delle 52 settimane di trattamento, il 66,4% del gruppo dei pazienti che assumevano ONGLYZA 5 mg aggiunto all'insulina ha rilevato almeno un evento avverso rispetto al 71,5% del gruppo del placebo aggiunto all'insulina. L'ipoglicemia è stata riferita nel 22,7% dei pazienti del gruppo che assumeva ONGLYZA 5 mg aggiunto all'insulina rispetto al 26,5% del gruppo che assumeva placebo aggiunto all'insulina, con una ipoglicemia confermata rispettivamente del 7,6% e del 6,6%. L'ipoglicemia confermata è stata definita come sintomi ipoglicemici associati alla misurazione del glucosio tramite pungidito di = 50 mg/dL al momento dell'evento. Gli altri eventi avversi più comuni (con un'incidenza di = 5% per ONGLYZA 5 mg) per il gruppo che assumeva ONGLYZA 5 aggiunto all'insulina (con o senza metformina), rispetto al gruppo che assumeva placebo aggiunto all'insulina (con o senza metformina): Infezioni delle vie urinarie (7,9% vs. 7,9%) Rinofaringiti (6,3% vs. 6,6%) Infezioni delle vie respiratorie superiori (6,3% vs. 7,3%) Cefalea (5,9% vs. 4,0%) Bronchite (5,3% vs. 3,3%) Venticinque (8,2%) pazienti del gruppo trattato con ONGLYZA 5 mg aggiunto all'insulina hanno riferito almeno un grave evento avverso rispetto ai 13 (8,6%) del gruppo trattato con placebo aggiunto all'insulina. Gravi eventi avversi correlati al trattamento sono stati riferiti per tre pazienti del gruppo trattato con ONGLYZA 5 mg aggiunto all'insulina, contro nessun paziente del gruppo trattato con placebo aggiunto all'insulina. Nel gruppo trattato con ONGLYZA 5 mg aggiunto all'insulina, nove (3,0%) pazienti hanno interrotto lo studio a seguito di eventi avversi, di cui quattro considerati come gravi. Nel gruppo trattato con placebo aggiunto all'insulina, tre pazienti (2,0%) hanno interrotto lo studio a seguito di eventi avversi, di cui zero considerati come gravi. Nel gruppo trattato con ONGLYZA aggiunto all'insulina si sono inoltre verificati due decessi, ma entrambi gli eventi sono stati considerati come estranei al trattamento. Informazioni su ONGLYZA™™ (saxagliptin) Nel mese di settembre 2011, ONGLYZA è stato sottoposto a una revisione normativa in oltre 90 nazioni ed è stato approvato in 66 nazioni, fra cui Stati Uniti, Canada, Messico, 30 paesi europei, India, Brasile e Cina. IMPORTANTI INFORMAZIONI di SICUREZZA per ONGLYZA™ (saxagliptin) negli Stati Uniti Avvertenze e precauzioni Utilizzo con farmaci ipoglicemizzanti: i secretagoghi dell'insulina, come le sulfaniluree, provocano ipoglicemia. Può quindi rendersi necessaria una dose ridotta del secretagogo dell'insulina per ridurre il rischio di ipoglicemia in caso di utilizzo con ONGLYZA. Rischio macrovascolare: non sono stati effettuati studi clinici con prove conclusive della riduzione del rischio macrovascolare con ONGLYZA o altri farmaci antidiabetici. Reazioni avverse più comuni Le reazioni avverse più comuni (indipendentemente dalla valutazione degli studiosi sulla causalità) riferite in = 5% dei pazienti trattati con ONGLYZA e più comunemente rispetto ai pazienti trattati con il controllo sono state le infezioni delle vie respiratorie superiori (7,7%, 7,6%), cefalea (7,5%, 5,2%), rinofaringite (6,9%, 4,0%) e infezioni delle vie urinarie (6,8%, 6,1%). Se utilizzato come terapia aggiuntiva a un tiazolidinedione, l'incidenza dell'edema periferico per ONGLYZA 2,5 mg, 5 mg e per il placebo è stata rispettivamente di 3,1%, 8,1% e 4,3%. Interazioni con altri farmaci Poiché il chetoconazolo, un potente inibitore del CYP3A4/5, ha aumentato l'esposizione alla saxagliptin, la dose di ONGLYZA dovrebbe essere limitata a 2,5 mg in caso di somministrazione con un forte inibitore del CYP3A4/5 (ad esempio atazanavir, claritromicina, indinavir, itraconazolo, chetoconazolo, nefazodone, nelfinavir, ritonavir, saquinavir e telitromicina). Utilizzo in popolazioni specifiche Pazienti con disturbi renali: la dose di ONGLYZA (saxagliptin) è di 2,5 mg una volta die per i pazienti con moderata a grave insufficienza renale, o con o malattia renale allo stadio terminale che necessiti di emodialisi (clearance della creatinine [CrCl] = 50 mL/min). ONGLYZA va somministrato dopo l'emodialisi. ONGLYZA non è stato studiato nei pazienti sottoposti a dialisi peritoneale. Si consiglia la valutazione della funzionalità renale prima di iniziare il trattamento con ONGLYZA e periodicamente nelle fasi successive. Gravidanza e allattamento: non esistono studi adeguati e sufficientemente controllati sulle donne in stato di gravidanza. ONGLYZA, come altri antidiabetici, va utilizzato durante la gravidanza solo se evidentemente necessario. Non è noto se la saxagliptin sia secreta nel latte materno. Poiché diversi farmaci vengono secreti nel latte materno, occorre prestare attenzione in caso di somministrazione di ONGLYZA alle donne che allattano. Pazienti in età pediatrica: non sono state stabilite la sicurezza e l'efficacia di ONGLYZA sui pazienti in età pediatrica. Per informazioni complete sulle informazioni sulla prescrizione negli USA fare clic qui. Informazioni sul diabete di tipo 2 Nel 2010, si stima che il diabete sia stato presente nella vita di quasi 300 milioni di persone in tutto il mondo di età compresa tra 20 e 79 anni. A causa dell'invecchiamento della popolazione e della crescente tendenza all'obesità, si prevede che il diabete arriverà a colpire quasi 440 milioni di persone entro il 2030. Il diabete di tipo 2 è responsabile di circa il 90-95% di tutti i casi diagnosticati di diabete negli adulti. Il diabete di tipo 2 è una malattia cronica e progressiva caratterizzata da una resistenza all'insulina e/o dal malfunzionamento delle cellule beta nel pancreas, che provoca la diminuzione della sensibilità e la secrezione dell'insulina, che portano a livelli di glucosio elevati. Col passare del tempo, questa condizione di iperglicemia prolungata contribuisce al peggioramento della resistenza all'insulina e ad un'ulteriore disfunzione delle cellule beta. Esistono ancora delle necessità significative non ancora soddisfatte, e quasi la metà dei pazienti curati rimangono senza controlli per il loro attuale regime di diminuzione del glucosio. La collaborazione fra Bristol-Myers Squibb e AstraZeneca Nel gennaio 2007 Bristol-Myers Squibb e AstraZeneca hanno dato il via ad una collaborazione che permette alle due aziende di condurre la ricerca, lo sviluppo e la commercializzazione di due farmaci investigazionali per il diabete di tipo 2. Tale collaborazione per la ricerca sul diabete ha come obiettivo la cura del paziente a livello globale, migliorando i risultati e promuovendo una nuova prospettiva per il trattamento del diabete di tipo 2. Informazioni su Bristol-Myers Squibb Bristol-Myers Squibb è una società biofarmaceutica globale la cui missione consiste nella scoperta, nello sviluppo e nella fornitura di nuovi medicinali che aiutano i pazienti a vincere contro gravi malattie. Per maggiori informazioni, si prega di visitare il sito www.bms.com o seguiteci su Twitter all'indirizzo http://twitter.com/bmsnews. Informazioni su AstraZeneca AstraZeneca è una casa bio-farmaceutica internazionale guidata dall'innovazione e concentrata soprattutto nella scoperta, sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti farmaceutici da prescrizione per malattie gastrointestinali, cardiovascolari, patologie studiate dalla neuroscienza, respiratorie, infiammatorie, oncologiche e infettive. AstraZeneca opera in oltre 100 paesi e le sue medicine innovative sono usate da milioni di pazienti in tutto il mondo. Per maggiori informazioni si prega di visitare il sito: www.astrazeneca.com. Il testo originale del presente annuncio, redatto nella lingua di partenza, è la versione ufficiale che fa fede. Le traduzioni sono offerte unicamente per comodità del lettore e devono rinviare al testo in lingua originale, che è l'unico giuridicamente valido. Media:Bristol-Myers SquibbPhil McNamara, +1 609-252-6022phil.mcnamara@bms.comoppureAstraZenecaKirsten Evraire, +1 302-885-0435kirsten.evraire@astrazeneca.comInvestitori:Bristol-Myers SquibbJohn Elicker, +1 609-252-4611john.elicker@bms.comoppureAstraZenecaKarl Hard, +44 20 7604 8123karl.j.hard@astrazeneca.com