Olio d’oliva senza più scadenza. L’Ue impone il “preferibilmente entro”

5 Luglio 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Dopo la xylella non c’è pace per l’olio d’oliva italiano. Il parlamento italiano ha dato via libera alla nuova legge targata Ue con cui viene eliminata l’indicazione in etichetta della data di imbottigliamento e conseguente scadenza entro 18 mesi dell’olio di oliva.

Al posto di tale data di imbottigliamento verrà messa una generica definizione “da consumare preferibilmente entro…”. In tal modo potrà essere venduto olio d’oliva con un tempo di conservazione che supera l’anno e mezzo previsto oggi dalle norme italiane. L’olio d’oliva potrà essere consumato “preferibilmente entro”, come oggi avviene per la pasta. Ma a differenza di questa l’olio col tempo perde una serie di qualità organolettiche importanti, come antiossidanti e vitamine.  A denunciarlo anche la Coldiretti secondo cui il rischio è che l’olio rimanga per lungo tempo nei fusti, perdendo proprio le qualità organolettiche, e poi venga imbottigliato.

Da un lato, la nuova legge prevede pene più severe nel punire le frodi mantenendo il reato penale di frode in commercio, sanzionando le violazioni che riguardano imballaggi e la scarsa informazione sulla categoria dell’olio, dall’altro abolisce la cromatura differente delle etichette delle miscele di oli comunitari per distinguerli da quelli made in Italy, a favore di un’indicazione stampata con inchiostro indelebile.

A puntare il dito contro la norma anche David Granieri, presidente di Unaprol che, secondo quanto scrive il Corriere della Sera:

“Il Parlamento italiano avrebbe dovuto mostrare più cautela per la trasparenza in etichetta, ma ora serve un impegno per varare una legge che stabilisca il principio di corresponsabilità della Grande distribuzione organizzata. Anche se la data potrà essere indicata volontariamente dal produttore o confezionatore, la nuova norma non corresponsabilizza in alcun modo il settore della Grande distribuzione organizzata. La Gdo diventa, come dimostrano le recenti multe comminate dall’Antitrust ad alcuni noti marchi in distribuzione, il luogo dove l’etichetta è l’unico mezzo di comunicazione con il consumatore. Vanno intensificati i controlli”.