OCSE, economia in ripresa ma con irregolarità

18 Novembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – L’attività economica nei paesi OCSE raggiungerà gradualmene il picco nei prossimi due anni, ma la ripresa sarà irregolare e la disoccupazione resterà “persistentemente alta”. Così l’Organizzazione nell’ultimo Economic Outlook diffuso oggi. In un contesto che vedrà il ritorno alla normalità del sistema finanziario e la ripresa di investimenti e consumi da parte di aziende e famiglie, la sfida principale per i governi sarà quella di portare avanti politiche che sostengano una crescita auto-sostenuta, ha aggiunto l’Ocse. “Una volta terminate le politiche di stimolo, i governanti dovranno elaborare un piano di medio termine credibile, per stabilizzare le aspettative e rafforzare la fiducia, soprattutto nel settore privato” ha affermato il Segretario Generale OCSE Angel Gurría, secondo il quale il miglioramento della confidencerende il processo di ripresa più veloce del previsto. Il PIL dei Paesi OCSE dovrebbe accelerare del 2,3% nel 2011 e del 2,8% nel 2012. Sempre relativamente ai prossimi due anni il dato è visto al 2,2% e al 3,1% negli Stati Uniti, all’1,7% e al 2% nell’ area Euro, mentre il PIL giapponese è visto all’1,7% nel 2011 e all’1,3% nel 2012. I Paesi emergenti conosceranno una crescita più veloce rispetto alla zona OCSE, e aiuteranno ad aumentare il bilancio di crescita globale, visto a oltre l’8% nei prossimi due anni. Anche l’Organizzazione punta il dito contro l’individualismo, invitando i governi ad evitare azioni unilaterali per rispondere alla volatilità delle valute e a collaborare a livello internazionale. Altri fattori che potrebbero far “deragliare” la ripresa sono i rinnovati rischi per un possibile crollo dei prezzi degli immobili, soprattutto negli States e in Gran Bretagna, gli elevati debito sovrani e possibili brusche inversioni dei rendimenti dei bond governativi. Guardando avanti, l’OCSE raccomanda dunque agli stati di adottare politiche macroeconomiche e strutturali coordinate che possano assicurare una crescita di lungo periodo, di consolidare le politiche fiscali, di adottare riforme strutturali per dare una spinta al mercato del lavor e di consolidare il budget. Le politiche monatarie, infine, dovrebbero gradualmente tornare a livelli normali. Per quanto riguarda l’ Italia , l’economia del Bel Paese è in una fase di ripresa e nei prossimi due anni si rafforzerà in maniera lieve. Nell’anno in corso crescerà a un ritmo dell’1% rispetto all’1,1% della stima precedente per accelerare all’1,3% (+ 1,5% stima di maggio) nel 2011. La crescita, trainata da esportazioni e investimenti, sarà, però, inferiore alle previsioni del governo e questo potrebbe portare ad un lieve sforamento degli obiettivi di bilancio.