“Occupy Wall Street”

11 Ottobre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Luca Ciarrocca e’ il direttore e fondatore di Wall Street Italia

Qualunque cosa pensiate delle proteste di Occupy Wall Street, voi allenati alle news dall’economia globale, dovete ammettere che la cosa comincia a fare un certo effetto. Le massicce manifestazioni a New York, il gruppo di hacker Anonymous, i violenti pestaggi della polizia con arresti di massa, i camion WikiLeaks mentre il movimento arriva anche da noi con manifestazioni a Roma contro la Banca d’Italia, sono forse la facciata “mediatica” della faccenda. Ammesso che il tutto sperabilmente non degeneri in violenza il messaggio pero’ e’ gia’ gravido di serie conseguenze collaterali in quanto sintomo di un fenomeno non piu’ occultabile: il capitalismo e’ nel pieno della sua piu’ pericolosa e patologica involuzione.

Per questo Wall Street Italia da oggi avra’ in prima pagina il logo di Occupy Wall Street in alternanza alla testata: per enfatizzare con i nostri 500.000 utenti unici (al mese) che WSI capisce e in parte appoggia gli indignati che protestano contro gli abusi compiuti negli ultimi anni in nome del mercato finanziario. Vogliamo dire a chiare lettere che le lobby di banchieri e politici hanno piena responsabilita’ per la crisi economica attuale, dovrebbero pagarne loro le colpe, anche se sappiamo che da questo caos si uscira’, eventualmente, solo grazie a un netto ridimensionamento della finanza/casino’ e al varo di nuove leggi e criteri di trasparenza e controllo rigidi, a livello globale di G20 o anche piu’. Loro cercheranno di insabbiare tutto ma non bisogna mollare.

Purtroppo, per ora, qualsiasi pretesa di razionalità sembra essere sparita.

La situazione e’ davvero grave e per questo la gente di Occupy Wall Street e altri movimenti fanno bene a protestare, avendo individuato lo scioccante scollamento tra la vita di tutti i giorni dei cittadini e cio’ che i “potenti” mandano in scena sui mercati globali. WSI racconta dal 2007 che lo scenario attuale per un Paese come l’Italia puo’ avere effetti ben più devastanti di quelli, già terribili, derivati dall’incapacita’ dei politici che ci governano.

Senza parlare qui del caso specifico italiano (non finiremmo piu’) diciamo solo che nessuno dei rimedi messi in atto da Fed e Bce, Fmi e Ue, i salvataggi delle banche a suon di migliaia di miliardi (3 trilioni? 4 trilioni? 5 trilioni? andavano investiti sui cittadini e sull’economia….), dopo due ondate di gigantesche immissioni di liquidita’ e lo stampaggio di tonnellate di nuova moneta, niente di tutto cio’ sta davvero funzionando. C’è anzi una generale impressione di impotenza, mancanza di leadership a tutti i livelli, pochezza di idee e troppa finanziarizzazione a scapito dell’economia e del lavoro. E poi, nessuno dei presunti “capi” dice la verita’. Il che non prelude affatto bene.

Per colpa dei banksters (la gang dei banchieri globali piu’ speculativi) i governi devono correre a metterci una pezza approvando nuove drastiche e inique manovre finanziarie che lasciano intoccati i ricchi mentre colpiscono duramente non solo i bilanci famigliari ma i sogni di benesssere di milioni di persone normali. Il principio di legalita’ e di “law & order” e’ calpestato, preso a schiaffi e sputacchiato perfino in queste ore da progetti di nuovi condoni fiscali, patrimoniali e altri obbrobri del genere. E’ una tirannia, questa della super-lobby dei potenti, che contrapponendosi al popolo continua a perpetrare “azzardo amorale” e ruberie come se nulla fosse. Ci stanno rovinando la vita, tanto loro cosa ci perdono? Lo vedremo, cosa ci perdono.

E’ venuto il momento di ricominciare tutti a essere radicali senza pero’ correre il rischio di diventare estremisti. Prima che si auto-distrugga – come prevedeva Marx – il capitalismo va riformato. Non foss’altro perche’ l’alternativa e’ gia’ reperibile nei libri di storia alla voce “fallimento”. Per questo ci vogliono nuove regole chiare che limitino gli eccessi di speculazione (nel 95% dei casi avida e corrotta) senza tuttavia alterare il funzionamento di base dei mercati finanziari.

Insomma, e’ inutile punire e vessare i cittadini, ben altre e in altre direzioni dovrebbero essere le punizioni. Vogliamo tornare finalmente a un minimo di buon senso? Per questo applausi a Occupy Wall Street e agli altri movimenti anti-sistema e anti-banche. Se sono bravi e agiranno in modo strategico il loro lavoro potrebbe essere utile a risvegliare le coscienze di un po’ di anime morte, segnalando le colpe infinite di un’oligarchia di potere che controlla le nostre vite e ha minato alle fondamenta le economie dell’Occidente.