Occupy Wall Street invade Harvard: business school bocciate

14 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Tempi duri per i colossi di Wall Street che cercano giovani leve nelle università dell’Ivy League. Con l’espansione del movimento di protesta Occupy Wall Street, infatti, il sentimento di frustrazione nei confronti del sistema finanziario si è allargato ai campus più prestigiosi del Paese, dove le maggiori banche d’investimento vanno a corteggiare i futuri squali dell’alta finanza.

Ed il malcontento non accenna a cessare: il 7 dicembre un gruppo di venti studenti dell’università di Princeton, in New Jersey, ha interrotto un incontro organizzato dalla banca Jp Morgan Chase, e Goldman Sachs ha cancellato il tradizionale appuntamento di dicembre per il reclutamento di aspiranti stagisti nei campus di Harvard a Cambridge, Massachusetts, e in quello della Brown University nel Rhode Island.

“Vengono qui e fanno leva sulla paura degli studenti prossimi alla laurea e con una montagna di debiti da pagare”, ha detto Allyson Moore, una studentessa di Yale, secondo cui il reclutamento nei campus dovrebbe essere bandito.

Se per alcuni studenti di economia, infatti, lavorare a Wall Street rimane l’aspirazione maggiore, quelli che si sono uniti alla protesta chiedono che le grandi banche d’affari paghino per aver promosso gli investimenti ad alto rischio, che hanno portato alla crisi del 2008.

“E’ irritante realizzare che questa è una professione poco etica. Quando alcune persone si arricchiscono sulla pelle di altre, è dannoso per la società”, ha dichiarato Sandra Korn, una studentessa di Harvard al’agenzia Bloomberg.

La futura forza lavoro americana chiede un cambiamento all’interno delle università in modo da dare agli studenti più opportunità di trovare un impiego nel settore pubblico, invece di privilegiare i giovani che puntano ad un futuro nel settore dell’alta finanza.

E i numeri mostrano un’inversione di tendenza. Secondo il giornale dell’Università di Harvard, infatti, nel 2011 solo il 22% dei laureati nell’ateneo ha trovato un lavoro o uno stage nel campo della finanza, contro il 47% del 2007.