OCCUPAZIONE USA: NULLA DI CUI PREOCCUPARSI

6 Ottobre 2006, di Redazione Wall Street Italia

*Antonio Cesarano e’ il Responsabile Desk Market Research di MPS Finance. I suoi commenti non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.

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La variazione degli occupati nel settore non agricolo di settembre è risultata sotto le attese ma vi sono stai alcuni elmenti più in dettaglio che stanno impattando sui mercati lasciando percepire un rallentmaneto meno forte rispetto a quanto lascerebbe intendere il solo dato di settembre. Vediamo quali:

1) il dato del mese di agosto è stato rivisto da 128.000 a 188.000 il che
comunque lascerebbe la media mensile del terzo trimestre su livelli contenuti (+121.000);

2) è stato annunciato in chiave preliminare il risultato della revisione annuale (il cui annuncio definitivo arriverà il 2 febbraio 2007) della serie marzo 2005-marzo 2006. In base a tali stime preliminari la revisione al rialzo sarebbe molto forte comportando un incremento della variazione di nuovi occupati pari a +810.000. Nella seria attualmente a disposizione la
media mensile nel periodo marzo 2005-marzo 2006 è stata pari a circa 167.000 unità. Se la revisione annunciata fosse corretta la media mensile si
sposterebbe a ben 235.000. Sarebbe pertanto evidente come l’impatto del boom immobiliare avrebbe prodotto un effetto positivo sul mercato del lavoro ben superiore a quanto finora emerso.

Il tasso di disoccupazione si è posizionato ai minimi degli ultimi cinque anni, grazie ad un forte incremento degli occupati, piuttosto che ad una dinamica anomala della forza lavoro.

La variazione annua dei salari orari settimanali è rimasta ferma al 4%.

Il dato pertanto conferma la fase di rallentamento della dinamica occupazionale. La preannunciata possibile revisione al rialzo riguarderebbe un periodo di tempo marzo 2005- marzo 2006 quando il settore immobiliare era in pieno boom e quindi risulterebbe perfettamente coerente con l’ipotesi di forte supporto alla crescita offerto da questo settore senza per ora smentire i segnali di rallentamento emersi in modo più evidente nel terzo trimestre 2006.

Scenario mercato : gli operatori potrebbero aver scontato uno scenario fin troppo pessimista per l’economia Usa e di conseguenza qualsiasi segnale di revisione anche minima di tale fosco scenario (anche in seguito al nuovo minimo del tasso di disoccupazione) può offrire lo spunto per : 1) prese di profitto sui bond; 2) acquisto di Dollari. In entrambi i casi pesa anche nel breve l’effeto ponte lungo per la festività del Columbus Day di lunedì.

Con riferimento al mercato obbligazionario, pur mantenendo una view strategica positiva, evidenziamo come vi siano segnali di ipercomprato che potrebbero indurre a prese di profitto più marcate. Il principale livello di resistenza sul decennale Usa è posto a quota 4,72% e successivamente 4,80% a fronte di 3,77% e 3,85% sul decennale euro.

Sul forex ancora una volta il Dollaro sta approfittando di dati (o meglio letture di dati) favorevoli per apprezzarsi verso Euro, mentre in precedenza erano stati ignorati dati meno positivi. Tecnicamente notiamo la rottura (se confermata in chiusura) del range trading in forma ristretta con primo obiettivo a quota 1,255 e successivamente 1,247 in base ai livelli di ritracciamento riportati in allegato. Pesano ancora le possibili prese di profitto di posizioni lunghe di Euro (sfavorevoli sotto il profillo del carry) da parte di hedge funds.