Occhio agli spread sui bond Ue…e alle notizie sulle banche tedesche

9 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Senza dati particolari durante la giornata di ieri (tranne la decisione sui tassi del Canada che, seppure scontato dal mercato, ha provocato un notevole sussulto nel Loonie), FX ed azionario sono risaliti dopo il successo delle aste europee che hanno aiutato ad alleviare le preoccupazioni circa i debiti sovrani.

Del resto, il focus questa settimana non è sugli USA, bensì sul resto del mondo ed in particolare in Europa. Gli investitori anche ieri sera, infatti, sul dato USA più importante della settimana – il Beige Book – non hanno reagito anche se il quadro dipinto dal report mostra una ripresa in rallentamento.

Il dollaro ha recuperato terreno contro lo Yen in tarda serata, mentre ha perso terreno contro Euro, Sterlina e commodity block sul miglioramento dell’appetito per il rischio.

Mentre scriviamo, l’EurUsd sta invece scendendo in quanto Jurgen Stark avrebbe dichiarato al Financial Times che è preoccupato per la situazione delle banche tedesche che secondo lui necessitano di ulteriore capitale. Oggi esce la bilancia commerciale USA, ma gli spread sui bond sovrani europei sarà probabilmente un driver più importante.

Commentiamo brevemente il Beige Book di ieri: si tratta della misura dell’attività economica dopo decisioni di politica monetaria, per osservare la reazione dell’economia; dunque viene utilizzato dai policy maker per stabilire la futura rotta da seguire.

Il report di ieri mostra una crescita discontinua, con discrepanze sempre più grandi nella crescita economica: la crescita c’è ma si cresce in maniera disomogenea e con passo più lento di prima. Alla fine della fiera, nessuno è rimasto sorpreso: sapevamo già che la Fed è preoccupata e che il recupero USA è in rallentamento.

L’euro ieri invece ha beneficiato dell’asta di bond portoghesi andata meglio del previsto e della decisione dell’Irlanda di scindere Anglo Irish Bank in due componenti: la prima una “banca di finanziamento” (che sarà indipendente, regolamentato e supportato dal governo per accettare depositi dai clienti); la seconda una “banca di recupero di attività” (che verrà parzialmente o totalmente venduta nel corso del tempo).

Così si vuole separare i rischi e ancorare le aspettative degli investitori. La sterlina invece si è mossa pure troppo questa settimana e oggi continuerà a “ballare” visto che abbiamo la bilancia commerciale UK e anche la decisione della BoE in calendario. Inoltre, la Vodafone ha annunciato ieri programmi di vendere la propria quota in China Mobile (un deal del valore di circa 6,6 miliardi in USD) che implicherebbe un rimpatrio di Sterline, quindi flussi pro-Gbp.

Infine guardiamo stamani al Loonie: la BoC ieri ha deciso di alzare i tassi dello 0,25% portandoli quindi all’1%. Questo è il terzo rialzo consecutivo che ha reso la BoC una delle più aggressive del G20. Il Cad ha reagito guadagnando terreno non sulla decisione in sé, che il mercato scontava, bensì sulla dichiarazione accompagnatoria che era molto più positiva del previsto con dichiarazioni come “financial conditions in Canada have tightened modestly but continue to remain exceptionally stimulative”. Vedremo oggi se ci sono conferme di questo tono ottimista con la bilancia commerciale canadese.

Passiamo all’analisi tecnica e cominciamo notando come le aree di resistenza indicate ieri abbiano funzionato perfettamente e nel momento in cui scriviamo ci troviamo ancora in area 1.27 figura.

I punti da tenere in considerazione rimangono sempre 1.2780 e 1.2650. Possibile il configurarsi di una fase laterale nel brevissimo periodo che a livello probabilistico potrebbe interrompersi con una rottura verso il basso dell’euro. Attenzione dunque a posizionare dei livelli di stop loss nel caso in cui si vada long euro per catturare le oscillazioni di questa fase di mercato.

Passiamo al dollaro yen. Anche qui le aree di resistenza hanno funzionato bene, ci siamo infatti spinti fino a 84 figura senza vedere nessuna rottura decisa a rialzo e poi il cambio ha ripiegato e si trova ora a 83.65.

Anche qui è possibile il configurarsi di una fase laterale tenendo sempre gli occhi aperti in prossimità del minimo fatto segnare a 83.33 che se rotto, aprirebbe spazi molto ampi nel territorio di nessuno.

Per quanto concerne l’EurJpy, ci sembra di guardare una fotocopia del cugino UsdJpy (si può notare dal grafico in pagina). Il recupero di ieri ha riportato il cambio momentaneamente sopra 107, per poi assistere ad un ritracciamento. 105 ¾ e 107 i punti che potrebbero contenere il movimento.

Buona performance del cable durante la giornata di ieri che ha visto il cambio spingersi oltre 1.55 (a 30 per la precisione). 1.5440 il livello di supporto che deve essere rotto per riportare la quotazione verso il 54 figura. Lo scenario che ci sembra più probabile è però quello di vedere una sterlina che potrebbe rivedere i massimi segnati ieri.

Passando ai franchi svizzeri, veri protagonisti di questa ripartenza dopo le ferie di molti operatori, abbiamo assistito ad un nuovo, ennesimo minimo dell’EurChf: il livello toccato è stato 1.27642 ed i compratori di euro non hanno atteso molto ad entrare in posizione riuscendo a spingere i prezzi fino a 29 figura.

Ora è in corso una nuova discesa e dobbiamo stare molto attenti alla volatilità che si viene a creare in prossimità di livelli importanti. 1.2810 il punto di supporto e 1.2900/20 la resistenza.

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