OBBLIGAZIONARIO: ECONOMIA USA SEMPRE CRUCIALE

3 Ottobre 2006, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) –
• Tassi di interesse in calo in Europa ed Usa dopo l’ISM manifatturiero.

• Dollaro debole contro Euro e Yen.
• Forte calo del prezzo del greggio.

Eventi Odierni: In area euro è atteso il dato sul Ppi di agosto che, considerato il calo del prezzo del greggio, dovrebbe registrare un rallentamento. Il nuovo ministro delle finanze giapponese Omi ha dichiarato che il tempo sembrerebbe maturo per annunciare la fine della deflazione, grazie al recupero dell’economia. Comunque, è importante notare che si è trattato di un giudizio a titolo personale e non ancora di una dichiarazione ufficiale del governo.

Tassi di Interesse: negli Usa tassi in lieve calo soprattutto sulla parte a breve termine, dopo che l’indice Ism del settore manifatturiero di settembre si è posizionato ai minimi dalla metà dello scorso anno. Non sono bastati i dati sul settore immobiliare migliori delle attese per impedire un nuovo flusso in acquisto sui bond. Oggi sono attesi dati sulle immatricolazioni di auto ma è probabile che occorrerà attendere i dati macro di domani (in particolare l’Ism del settore non manifatturiero) per avere una direzione più precisa sul mercato obbligazionario. Oggi il supporto chiave è a quota 4,58% sul comparto decennale.

In area euro i tassi di interesse hanno registrato un lieve calo malgrado il dato sul Pmi manifatturiero abbia continuato ad evidenziare una crescita del settore. Il calo è infatti maggiormente attribuibile all’Ism Usa. Il movimento ha interessato soprattutto la parte a medio e lungo termine della curva, con un leggero restringimento dello spread sul tratto 2-10 anni. Oggi si dovrebbe assistere ad una continuazione, seppur moderata, del restringimento dello spread sul tratto 2-10 in attesa della riunione della Bce di giovedì, in cui Trichet dovrebbe confermare la continuazione del rialzo del tasso di intervento.

Valute: Dollaro in deprezzamento verso Euro sulla scia di rinnovate preoccupazioni sull’entità del rallentamento Usa dopo le indicazioni non favorevoli fornite dall’indice Ism manifatturiero. Tecnicamente continua l’oscillazione all’interno di un trading range piuttosto ristretto. Oggi l’area di resistenza rilevante è compresa tra 1,2765 e 1,28. Il Dollaro si è indebolito anche contro lo Yen, con il cross che si è riportato al di sotto di 118. Adesso la nuova resistenza è collocata a 118,40 ed il supporto più vicino a 117,30 circa. Contro Euro il cross si mantiene poco al di sotto della resistenza 150,25 che, qualora fosse superata, potrebbe dar luogo ad un movimento verso area 151.

Materie Prime: il prezzo del greggio Wti ha chiuso la sessione di ieri a 61 $/b dietro la speculazione che il taglio di produzione da parte di Nigeria e Venezuela non dovrebbe avere forte impatto sull’offerta globale di petrolio. Venezuela e Nigeria ridurranno complessivamente la loro produzione di 170.000 b/g. In mattinata le quotazioni hanno continuato a scendere, portandosi sotto i 61 $/b. Il calo del prezzo del greggio ha ridotto gli acquisti dei preziosi utilizzati come hedge contro l’inflazione, con il prezzo dell’oro che resta sotto i 600 $.

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