Obama mette mano nelle tasche degli statali

30 Novembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Il disavanzo pubblico americano fa sempre più paura e Obama non ci pensa due volte a proporre un taglio degli stipendi pubblici. “Questa è solo la prima di molte decisioni difficili” ha apostrofato il presidente americano annunciando di voler congelare per due anni i salari di due milioni di dipendenti statali. Il governo risparmierà così due miliardi nel 2011 e sei miliardi l’anno per i successivi dieci, poca cosa rispetto al disavanzo pubblico di 1.300 miliardi di dollari per il 2010 (il secondo più alto della storia americana) e di 4000 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni. Il Presidente USA ha chiarito che “saremo tutti chiamati a fare sacrifici”, tirando in ballo tutte le altre categorie che a dispetto degli statali hanno visto la propria retribuzione crescere molto di più: dal 2000 al 2011 gli stipendi del settore privato hanno registrato un incremento dell’8,8% mentre quelli pubblici del 3%. La scelta finale spetta al Congresso, con uno scontro che potrebbe essere sanguinoso vista l’esclusione dai tagli di alcune categorie come militari, impiegati delle Poste, parlamentari e magistratura. Ciò che conta è la riduzione del deficit pubblico, tema che verrà ampiamente trattato per tutto l’anno prossimo con un primo assaggio già oggi nel vertice bipartisan, durante il quale si parlerà di una possibile proroga delle facilitazioni fiscali in scadenza a dicembre. Nel frattempo cresce l’attesa per domani quando verrà presentato un rapporto sulle possibili terapie da adottare per evitare l’esplosione del debito pubblico negli anni a venire da una commissione bipartisan di politici ed esperti a suo tempo nominata da Obama. Il primo cittadino americano ha esortato i politici a “mettere da parte la politica del momento per far progressi di lungo periodo”, vista la drammaticità del momento.