Obama ignorera’ il Congresso per imporre un innalzamento unilaterale del debito?

23 Luglio 2011, di Redazione Wall Street Italia

A Barack Obama molti esperti hanno chiesto di imporre un innalzamento unilaterale del debito pubblico Usa, forzando lo stallo delle trattative e ignorando il Congresso a maggioranza repubblicana. La questione avrebbe enormi implicazioni costituzionali, ma il fine giustificherebbe i mezzi, avendo come obiettivo evitare il default e il collasso del mercato finanziario lunedi’. Qualcosa del genere fece il presidente storico Abraham Lincoln.

Intanto e’ assolutamente falso che ci sia gia’ un accordo, come hanno raccontato fonti media, compresi i telegiornali della sera in Italia (TG3 e TG7).Infatti continuano gli incontri a oltranza nel weekend tra le controparti. I negoziatori democratici e repubblicani al Congresso lavoreranno anche domenica per cercare un’intesa sull’innalzamento del tetto del debito federale entro il 2 agosto per evitare l’insolvenza. Lo ha dichiarato un esponente dello staff dei democratici del Senato al termine del vertice di emergenza oggi alla Casa Bianca tra il presidente Barack Obama e i capigruppo dei due partiti al Congresso.

Le richieste a Obama di ignorare il Congresso e innalzare unilateralmente il tetto del debito pubblico Usa si pero’ sono fatte insistenti nelle ultime ore. In un editoriale del New York Times, Eric Posner e Adrian Vermeule paragonano una possibile mossa del genere da parte del presidente degli Stati Uniti alla sospensione dell’Habeas Corpus da parte di Abraham Lincoln durante la Guerra Civile, un’azione unilaterale attuata per il bene della nazioane.

Paul Krugman, premio Nobel in Economia, liberal ed editorialista a sua volta del NYT, ha confermato in un’Opinione sul quotidiano neworkese che Obama potrebbe fare questo passo, di fatto di enorme portata, giustificandolo con il 14esimo Emendamento della Costituzione americana: “Vedremo poi quando i Repubblicani tenteranno l’impeachment del presidente per violazione della Costituzione e tutto il mondo sapra’ chi e’ stato intransingente”, scrive Krugman. La posizione ufficiale della Casa Bianca e’ tuttavia che il 14esimo Emendamento “non e’ un’opzione”, Obama lo ha ripetuto anche ieri ad un comizio politico.

C’e’ infine la questione, affatto secondaria, che in tale scenario riguarderebbe direttamente il mercato finanziario globale: se un paese (veramente, la superpotenza del mondo) emette bond in regime di semi-illegalita’ o sotto il giogo di pesanti dubbi di costituzionalita’, siamo sicuri che il resto del mondo comprerebbe i titoli del debito pubblico americano? Si tratta di molte decine di miliardi di dollari di Treasury da piazzare sul mercato nelle prossime settimane.

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