OBAMA-BUSH, INCONTRO ALLA CASA BIANCA

9 Novembre 2008, di Redazione Wall Street Italia

In vista del ‘più importante trasferimento di poteri nella storia americana’, l’amministrazione uscente di George W. Bush e quella che le seguirà diretta da Barack Obama stanno collaborando in maniera ‘eccezionale’ sui temi più urgenti del momento: le guerre in Iraq e in Afghanistan, la lotta al terrorismo e la crisi finanziaria. Lo scrive il Washington Post, alla vigilia del primo incontro alla Casa Bianca tra Bush e il presidente eletto.

Sul tappeto restano tutte le questioni ‘ideologicamente e politicamente divisive’ – tanto che, secondo lo stesso giornale, il team di Obama ha già pronta una lista di 200 provvedimenti dell’amministrazione Bush da modificare o annullare – ma è un fatto che già poche ore dopo il voto il rancore della campagna abbia lasciato il posto a un impressionante livello di cortesia tra i due campi. Lo stesso presidente ha ribadito ieri, nel suo discorso alla radio, che farà il possibile per assicurare ‘una transizione senza strappi’.

Rientrano per esempio in questo spirito i preparativi della Casa Bianca per organizzare una sorta di simulazione per vedere come i responsabili per la sicurezza nazionale di Obama risponderebbero nel caso di un attacco terroristico. ‘Se ci fosse una crisi il 21 gennaio (giorno successivo all’insediamento, ndr) – spiega Joshua B. Bolten, capo dello staff di Bush – sarebbero loro quelli chiamati ad affrontarla.

Dobbiamo assicurarci che siano il più preparati possibile’Ovvio che sull’atteggiamento dell’amministrazione uscente pesa l’esperienza del suo arrivo alla Casa Bianca solo un mese dopo che Al Gore – dopo una durissima battaglia legale sul riconteggio dei voti conclusasi con una sentenza della Corte suprema il 15 dicembre del 2000 – aveva ammesso la sconfitta. Questi ritardi, combinati con la lentezza di alcune nomine e delle conferme da parte del Congresso, ebbero certamente un impatto sul grado di efficienza dell’amministrazione nei primi mesi del suo insediamento. E di questi vuoti – come riconosciuto dalla stessa commissione sugli attacchi dell’11 settembre – in un certo senso approfittò Al Qaeda.

Allo stesso tempo, la cooperazione tra i due team – quello di Obama e quello creato da Bush per coordinare la transizione – è massima sui temi economici, al punto che gli uomini del presidente eletto si apprestano ad avere «un livello di accesso insolito al dipartimento del Tesoro e alle altre agenzie coinvolte nel tentativo di stabilizzare l’economia», sottolinea il «Washington Post». Che cita il portavoce della Casa Bianca Tony Fratto, secondo cui l’intenzione è quella di «non sorprendere i mercati» con il passaggio di consegne.

In questo contesto, il giornale sottolinea in particolare il comportamento di Bush, sul quale sembrano non aver pesato in alcun modo tutti gli attacchi mossi durante la campagna elettorale dal candidato democratico. Il presidente, assicura Bolten, «non vuole che le sue relazioni personali o i suoi giudizi interferiscano con quello che è meglio per il Paese». «Si tratta di qualcosa di veramente memorabile», commenta Stephen Hess, della Brookings Institution, che lavora alle transizioni alla Casa Bianca sin dai tempi dell’amministrazione Eisenhower.