NYSE APRIRA’ PRIMA PER TOGLIERE TRADING A EUROPA?

15 Gennaio 2005, di Redazione Wall Street Italia

La Borsa americana sta pensando ad anticipare l’apertura delle contrattazioni per fare maggiore concorrenza alle piazze europee, Londra in testa. Lo afferma il Financial Times sottolineando che l’opzione, anche se ancora in nuce, è tra quelle prese in esame dal management del New York Stock Exchange per diversificare le fonti di ricavi.

Il quotidiano londinese riporta le affermazioni di uno dei manager del Nyse, Catherine Kinney, che osserva appunto come ci si ciano “ispirate discussioni in atto sulla questione” e come la Borsa Usa stia esplorando la possibilità di divenire un mercato secondario per la contrattazione dei titoli quotati sui listini europei e non solo piazza di scambio delle loro American depositary receipts.

Il Nyse vuole anche incrementare il business dei fondi negoziati e ha chiesto inoltre il via liberta alla Securities and Exchange Commission (Sec) che vigila sui mercati finanziari di espandere il trading relativo ai corporate bond. I progetti del Nyse vengono allo scoperto nel momento in cui la Borsa londinese attraversa un periodo di vulnerabilità a fronte dello scenario di una possibile fusione con la Borsa tedesca o Euronext. “Non siamo in corsa per la piazza londinese – osserva Kinney – ma ci piacerebbe sicuramente assicurarci un pò del suo trading”.

Intanto il Nyse continua l’operazione trasparenza invocata dagli investitori e dalla Sec dopo gli scandali affrontati lo scorso anno sulle paga supermiliardaria del suo ex-presidente Richard Grasso e l’inchiesta che ha riguardato, dietro le accuse di comportamenti irregolari, gli ‘specialist’, vale a dire gli intermediari che operano sul mercato azionario statunitense, e che si è conclusa con un patteggiamento di 247 milioni di dollari.

Proprio in seguito a questa vicenda, la Sec aveva chiesto al Nyse di impiegare supervisori esterni per monitorare la correttezza delle operazioni svolte dalle società di trading. L’organo di Borsa non ha però ancora deciso cosa fare al riguardo, essendo restio a rompere la sua tradizione di oltre due secoli di affidarsi ai propri addetti alla sorveglianza delle regole. Ma, secondo gli esperti, lo scenario è di accontentare la Sec, anche per evitare un’inchiesta che l’Authority di Borsa ha più volte minacciato.