NUOVO RALLY
DELL’ORO A $483 SPINGERA’ I TASSI

14 Ottobre 2005, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – Il balzo dei prezzi dell’oro (483,10 dollari l’oncia), il metallo che John Maynard Keynes definì una «reliquia barbarica», potrebbe segnalare un prossimo aumento dei rendimenti obbligazionari e un’accelerazione dell’inflazione, secondo Cumberland Advisors.

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Dal 1978, sette anni dopo la fine dell’ancoraggio del dollaro all’oro, decretata dal presidente statunitense Richard Nixon, esiste una stretta correlazione fra i rendimenti obbligazionari a lungo termine e il prezzo del metallo, ha scritto David R. Kotok, responsabile investimenti a Vineland, nel New Jersey, presso Cumberland. I rendimenti obbligazionari seguono, con un ritardo di 15 mesi, l’andamento delle quotazioni aurifere con un grado di correlazione pari a 0,73: «Niente male per un metallo barbarico» , ha scritto Kotok. Una correlazione uguale a uno significherebbe che oro e rendimenti obbligazionari si muovono all’unisono, mentre una correlazione pari a zero indicherebbe che fra i due non c’è alcun nesso.

«Pensiamo che i rendimenti siano avviati verso un rialzo», ha scritto Kotok, secondo cui l’oro è «solo uno di una serie di indicatori che confermano questa tesi». Cumberland investe in titoli del Tesoro Usa con scadenza inferiore a 10 anni, «in linea – ha detto – con il nostro atteggiamento cauto circa il mercato obbligazionario». La società invece non investe in oro.

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