NUOVO MERCATO: OPV DATALOGIC PER CRESCERE IN USA

19 Marzo 2001, di Redazione Wall Street Italia

Parte oggi, per concludersi dopodomani, 21 marzo, il collocamento di Datalogic, azienda bolognese fondata nel 1972, il cui debutto in borsa sul Nuovo Mercato è fissato per il 28 marzo prossimo in vista di grosse acquisizioni sul mercato americano.

Datalogic è il maggiore produttore europeo di lettori di codici a barre con tecnologia laser e terminali portatili per la raccolta dati. I suoi sistemi permettono lo smistamento dei bagagli ai check-in negli aeroporti di Roma-Fiumicino, Londra-Heatrow, Vienna, Francoforte, di imprimere i codici a barre sulle bollette, o di leggerli sui prodotti nelle farmacie, o nei magazzini automatizzati come quelli di Benetton.

“In tutta Europa siamo leader nel settore dei lettori ottici fissi con una quota di mercato pari al 28%– dice a WallStreetItalia l’amministratore delegato di Datalogic, Roberto Tunioli – e contiamo di diventare entro tre anni primi in Italia e terzi in Europa nel settore dei lettori portatili”. I lettori portatili, spiega Tunioli, assomigliano a un telefono cellulare e vengono utilizzati dagli addetti ai magazzini per leggere i codici in loco e inviare immediatamente, e a distanza, i dati al computer centrale, risparmiando così tempo e denaro.

Datalogic ha anche creato il sistema che permette ai giganti dei trasporti come TNT, DHL, UPS, ma anche alle poste italiane, tedesche, svizzere e svedesi, di identificare e smistare pacchi e lettere da consegnare. Da Datalogic è uscito pure il sistema di identificazione tramite radiofrequenza, che rappresenta un passo avanti rispetto all’identificazione attraverso la lettura ottica.

Oggi l’azienda è presente, tramite proprie filiali dirette, in USA, Giappone, Australia, Austria, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Olanda, Spagna e Svezia. Nel resto del mondo opera tramite una rete di business-partners.

Nel 2000, anno in cui sono stati registrati 12,6 miliardi di lire di utile netto, oltre l’80% dei 200 miliardi di lire di fatturato è stato generato fuori dai confini nazionali. Il vertice di Datalogic prevede tassi di crescita sostenuti anche per il 2001; impegnato al silenzio da Consob, Commissione di controllo per le società e la borsa, Tunioli non può essere più specifico al riguardo e si limita a ricordare che negli ultimi tre anni l’azienda ha registrato un tasso di crescita “di oltre il 20% l’anno”.

“Ora però – aggiunge l’amministratore delegato della società – abbiamo bisogno di espanderci negli Stati Uniti, dove le applicazioni di magazzino per i nostri prodotti offrono ampie possibilità di crescita. Negli USA dunque abbiamo in programma alcune acquisizioni importanti che annunceremo a tempo debito. Per farlo, però, abbiamo bisogno di liquidità, ed è per questo che andiamo in borsa.”

Datalogic ha anche altri obiettivi. Tra questi, una maggiore presenza nel settore retail (vendite al dettaglio) nei supermercati e negli ipermercati. Per esempio, ha in progetto di far compiere direttamente la lettura dei codici a barre dei prodotti (self-scanning) man mano che vengono introdotti nel carrello, con il duplice intento di evitare le code alle casse e di “registrare” le scelte dei consumatori, consentendo così alle aziende di adattare le proprie campagne promozionali a ogni singolo cliente.

Il collocamento avviene attraverso l’emissione di nuove azioni offerte a un prezzo compreso tra i €22,5 e i €25,5. Complessivamente saranno offerti 2.646.000 di azioni ordinarie, pari al 23% della società. Dell’offerta, un minimo di 793.800 azioni sarà dedicato ai risparmiatori attraverso un’offerta pubblica di vendita; fino a un massimo di 71.550 azioni sarà riservato ai dipendenti che beneficeranno di uno sconto pari al 15% del prezzo dell’offerta; mentre 150.000 azioni saranno riservate ai clienti di Banca Mediolanum. Il lotto minimo è di 75 azioni.

“Abbiamo anche previsto –aggiunge Tunioli –la possibilità di esercitare la green shoe (la vendita di un’ulteriore piccola tranche di azioni se la domanda supera molto l’offerta); se questa sarà esercitata, andrà in borsa il 25% della società. Prevediamo di incassare tra un minimo di 130 miliardi di lire e un massimo di 170 miliardi di lire”.

Fino a oggi Datalogic non ha distribuito dividendo (“l’abbiamo sempre lasciato in azienda”, dice l’amministratore delegato); ma con lo sbarco in borsa le cose cambieranno: “abbiamo previsto di pagare il dividendo sulla base dei conti del 2001, con godimento nel 2002”.

I manager dell’azienda si sono impegnati, con un lock-up di 24 mesi, a non vendere le proprie quote per il periodo stabilito: “è la dimostrazione – sottolinea l’amministratore delegato – che non andiamo in borsa per incassare, ma per utilizzare i soldi che prenderemo per sviluppare le nostre attività, anche nel settore della ricerca”.

Datalogic conta infatti su un centinaio di propri ricercatori. Nel 2000 ha investito il 7% circa del fatturato nella ricerca. Al momento, ha 200 brevetti registrati a livello mondiale. Nel suo consiglio di amministrazione siedono, tra gli altri, Elserino Piol, presidente del fondo Kiwi, e Umberto Paolucci, vicepresidente mondiale di Microsoft (MSFT) .