Nuovo attacco all’Italia e alle banche: sospesi 4.200 titoli. Ftse Mib -3.06%

18 Luglio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Un inizio di ottava davvero da dimenticare per Milano, che si appresta a chiudere la seduta ai minimi, con un tonfo superiore al 3%. Inutile il tentativo di ridurre le perdite in metà giornata. L’indice Ftse Mib continua a essere preso di mira dagli speculatori. Anche oggi, il sell off si abbatte così su Piazza Affari e sul mercato italiano dei titoli di stato: il rendimento decennale balza infatti al 5,944%, sfiorando il massimo degli ultimi 14 anni testato la scorsa settimana, al 6%, mentre lo spread BTP/Bund sale fino a 334, per poi ripiegare sul finale a 330; il CDS Italia a 5 anni (credit default swap) è salito al massimo storico, a quota 321.

Confermata la stretta correlazione tra Ftse Mib e titoli di stato italiani: l’azionario sconta infatti la sfiducia sui bond del nostro paese e di conseguenza va verso il basso. Ma è confermata anche la correlazione tra Piazza Affari e le incertezze dello scenario politico: Berlusconi va al Colle per parlare di economia. Come si è svolto però l’incontro? Cosa si sono detti il premier e il presidente della Repubblica? Ai mercati, si sa, l’incertezza non piace proprio.

Borsa Italiana ha comunicato oggi che 4.200 titoli sono stati sospesi al ribasso, inclusi nell’ultima ora anche MPS e Intesa SanPaolo. Ma la tattica sospensione anti-ribasso non funziona. Il diktat è sell, e viene osservato fino all’ultimo. Banche di nuovo sotto tiro.

CONTINUA L’ATTACCO ALL’ITALIA – Il sentiment a Piazza Affari rimane molto negativo e nessun sollievo è arrivato né dalla manovra, diventata legge in tempi record, né dall’esito degli stress test , che ha visto sotto i riflettori la promozione degli istituti bancari del nostro paese.

PIU’ DI 4.200 TITOLI SOSPESI Alle ore 12.35 Piazza Affari ha sospeso per problemi tecnici la negoziazione di alcuni strumenti sui mercati Etf, Sedex e sul Mot, il mercato telematico di obbligazioni e titoli di Stato. E’ quanto ha reso noto la Borsa Italiana affermando che i titoli sospesi – da almeno un’ora e mezza rispetto alle 12.35 circa – erano piu’ di 4.200. Successivamente, un’ora prima della chiusura, la sospensione al ribasso ha colpito Mps e Intesa SanPaolo.

ANCHE EFFETTO GRECIA SULLE SOSPENSIONI . I rendimenti dei titoli greci a due anni balzano di 213 punti base al record del 35,19%. Questo fattore ha alimentato ulteriori sospensioni a Piazza Affari.

I MOTIVI DEL SELL OFF: CI SI METTE ANCHE MOODY’S – Il tono negativo è stato scatenato sicuramente anche dalla nota di Moody’s , che ha messo sotto osservazione diversi rating di enti regionali e locali italiani, proprio per via della manovra.

I VALORI DEI CDS, SPREAD BTP/BUND, RENDIMENTI A 10 ANNI, WSI ITA/USA – La notizia ha innervosito l’azionario, che ha guardato di nuovo al mercato dei titoli di stato italiani: il CDS, ovvero il credit default swap per tutelarsi contro il rischio Italia ha toccato infatti un nuovo massimo storico, arrivando a 320 punti; ora scende a 318 punti base. Lo spread BTP/Bund si è allargato fino a quota 335, per poi calare sul finale a 330. Il nuovo indicatore lanciato oggi da Wall Street Italia Wsi ita/usa (btp/treasury) è schizzato al rialzo a meta’ giornata a quota 310, dall’iniziale 285 punti del pre-borsa, e in chiusura si attesta a 302,5. Le condizioni difficili in cui versa l’Italia sono testimoniate anche dal trend dei rendimenti decennali, in crescita al 5,944%, in rapido avvicinamento a 6,0%, massimo degli ultimi 14 anni, che è stato testato lunedi’ scorso, all’apice degli attacchi speculatvi contro l’Italia.

IL MERCATO SFIDUCIA DI NUOVO LA POLITICA ITALIANA . – In una situazione dove il quadro politico si fa sempre più confuso, dove gli scandali non solo non rientrano ma si acuiscono giorno che passa, e dove il premier è convocato dal Colle per fare il punto della situazione economica – e poi non se ne sa nulla -, l’Italia e le sue banche vengono percepite sempre più a rischio.

ZERO EFFETTO STRESS TEST, SOFFRONO I BANCARI – Il mercato snobba completamente il superamento degli stress test delle banche italiane. I titoli finanziari continuano infatti a essere presi di mira, e come spiega un trader a Bloomberg, “vendere le banche italiane significa vendere l’Italia che, manovra o no, è considerata ora il nuovo anello debole dell’Europa. D’altronde, gli stress test hanno mancato di credibilità e sono risultati così poco convincenti per gli operatori, non avendo incluso tra le situazioni di stress a cui le banche dovrebbero essere sottoposte quella che sembra sempre più probabile e imminente: il default della Grecia.

INTESA SANPAOLO, UNICREDIT, BANCO POPOLARE SOTTO I RIFLETTORI – Banche italiane dunque sempre più nel mirino, con UniCredit che è arrivata a cedere più del 4% e Intesa SanPaolo che è crollata fino al 4,17%: i titoli bancari italiani fanno peggio dei corrispettivi europei, visto che le perdite accusate da Unicredit e IntesaSanPaolo sono state più del doppio rispetto a quelle riportate dai bancari che hanno parte dell’indice STOXX Europe 600 Banks. Da segnalare che entrambe le banche hanno perso rispettivamente a luglio il 24% e il 20%, scontando le preoccupazioni sul debito sovrano italiano.

Tra i finanziari da segnalare il tonfo di Fondiaria-Sai (-7,31%), anche se oggi il titolo peggiore è Parmalat (-7,60%). Tra le banche attenzione a Banco Popolare, che ha ricevuto il “voto” più basso tra gli istituti bancari negli stress test comunicati venerdì e che è arrivata a scivolare del 4,24% dopo che l’amministratore delegato Pier Francesco Saviotti ha comunicato che la banca non necessita di un aumento di capitale e che non venderà la propria divisione Credito Bergamasco.

BANCHE COLPITE PERCHE’ FORTEMENTE ESPOSTE AL DEBITO SOVRANO DEL PAESE – Ma in generale sono tutte le banche italiane a soffrire gli smolizzi: questo perchè, secondo Antoine Houssin, analista del debito presso Natixis, le banche italiane sono fortemente esposte al debito sovrano del paese; ma anche perè il piano di austerity che è stato approvato potrebbe avere conseguenze davvero nefaste, visto che alla fine si tradurrà in un elemento che frenerà la crescita. “Ci sarà un rischio più alto di default sui pagamenti degli interessi”, ha predetto Hossin.

ALTRI TITOLI SUL FTSE MIB (da Reuters.it) – In asta di volatilità con un teorico -5,9%

Parmalat nel giorno dello stacco del dividendo.

Perde il 2,8% Fiat dopo il verdetto bifronte del Tribunale di Torino su Pomigliano e la minaccia di congelamento degli investimenti da parte del gruppo.

Cali consistenti anche per Mediaset (-3,8%) con tutto il comparto media (-1,5% il settore europeo).

Tra i pochi rialzi in luce Diasorin(-1,9%).

Bioera. Non riesce a fare prezzo nel primo giorno di contrattazioni, dopo la lunga sospensione, ed è in asta di volatilità per eccesso di rialz

SUI BOND ITALIANI INVESTITORI VOGLIONO MAGGIOR TUTELA. – La gravità della situazione italiana non finisce qui: il premio che gli investitori domandano per detenere i titoli di stato decennali italiani rispetto ai bund tedeschi è balzano di 1 punto percentuale rispetto allo scorso 7 luglio.
Con L’Italia presa di mira, gli economisti temono che il sell off sia l’inizio di una nuova fase per i debiti dell’Eurozona, che ora deve fare anche i conti con l’ipotesi di un default italiano, stando almeno ai valori dei cds, degli spread e dei rendimenti che si registrano ormai da una settimana a questa parte.

ALTRI LISTINI EUROPEI – Riguardo alle altre piazze europee, si può dire senz’altro che la nuova ottava non è iniziata bene: Londra arretra dell’1,39%, Francoforte cede l’1,59%, Parigi scende dell’1,92% e Madrid fa -1,37%. Ancora una volta, dunque, è Milano il listino peggiore.

PERMANE TENSIONE SU DESTINO GRECIA -Il mercato teme l’incapacità dei leader europei di riuscire a stilare un piano che riesca a contenere in qualche modo la crisi sul debito. Sul destino della Grecia, per esempio, molte sono le incognite. “Una decisione su un altro pacchetto di aiuti a favore di Atene non appare più vicina – ha commentato a Bloomberg Adrian Schmidt, strategist del mercato valutario presso Lloyds Banking Group di Londra – Il rischio è quello di una maggiore debolezza nei mercato dei bond periferici”.

ATTESA PER MEETING UE, PROSSIMO 21 LUGLIO -Insomma, autorità europee sempre più nel mirino. Quando si deciderà l’Unione europea – si chiede la comunità internazionale – a fare qualcosa per calmare la tensione e lanciare un messaggio univoco al mondo intero? Nell’attesa, a essere colpiti sono soprattutto i bond italiani e spagnoli. “Al momento, non sembra che potremo veder arrivare una immediata soluzione alla crisi del debito; ed è per questo che gli investitori optano per la cautela, come dimostra l’andamento dei Bund – ha affermato, in una intervista a Bloomberg, Kornelius Purps, strategist della divisione di reddito fisso presso Unicredit a Monaco – Non esiste una vera ragione per prezzare al ribasso l’Italia e la Spagna. Si parla di un contagio generale, e il fatto che i leader europei non si stiano facendo avanti con una soluzione che fermi il contagio è un fattore davvero allarmante”. L’attesa a questo punto è per il meeting dei leader dell’Eurozona, in calendario il prossimo 21 luglio. L’ordine del giorno sarà la “stabilità finanziaria” dell’Europa.

ALTRI MERCATI – Sul fronte valutario, occhio alla performance dell’euro, al minimo storico di 1,1365 nelle contrattazioni contro il franco svizzero. La moneta unica, in calo a $1,4040 nei confronti del dollaro, viaggia ai minimi di quasi una settimana contro il biglietto verde.

L’avversione al rischio generale è dimostrata infine dalla performance dell’oro, che in mattinata ha stabilito un nuovo massimo a $1.599,20 l’oncia, salendo per l’undicesima sessione consecutiva. Si tratta della serie più lunga dal 1970.

A beneficiare di questa situazione rimangono così i titoli di stato tedeschi, che salgono per il terzo giorno consecutivo, con i rendimenti che puntano verso il basso. Di fatto, gli investitori si rifugiano in uno di quegli asset che, insieme all’oro, viene considerato tra i più sicuri.