Nuovi venti di crisi, rischiamo una tempesta mai vissuta prima

25 Giugno 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Ritorno dell’avversione al rischio e borse che ritracciano sulla scia dell’ennesimo dato brutto a livello macroeconomico. Dopo i dati sulle vendite di nuove case negli Stati Uniti, che ha fatto registrare un preoccupante -32.7%, andando così ad evidenziare i forti problemi che si stanno perpetrando negli States, ieri i dati sui Durable Good Orders hanno purtroppo, rispettato le aspettative di mercato facendo segnare un -1.1% (-1.2% atteso) contro un precedente rivisto a +3%.

La situazione ci preoccupa, una ripresa vera e propria tarda ad arrivare e lo specchio di tutto ciò rimane senza dubbio quello legato ai tassi di interesse, che non accennano a dover essere alzati né in Europa né in America, che era l’unica delle big ad aver mostrato buoni segnali di ripresa.

La verità è che fino a quando non tornerà fiducia da parte delle aziende americane, checché se ne dica, l’economia mondiale non ripartirà. Allo stato dell’arte attuale non siamo ancora pronti alla sostituzione del consumatore americano con quello asiatico di Pechino (cosa che molto probabilmente avverrà nei prossimi anni) e dobbiamo renderci conto che, se in Europa dovesse davvero arrivare una crisi stile subprime, allora sarebbe davvero una tempesta mai vissuta prima d’ora.

I più fatalisti cominciano a pensare che tutto questo è normale, che la corda tirata per troppo tempo prima o poi si spezza (e su questo non ce la sentiamo di dare torto) e che ci deve fare pensare il fatto di essere molto vicini a quel fatidico dicembre 2012, mese in cui, secondo i Maya (una civiltà molto recente con mezzi tecnologici avanzatissimi in grado di studiare il ciclo celeste) finirà un ciclo e ne comincerà un altro.

Spiegazioni che vanno a mascherare il vero problema che si sta vivendo: l’ignoto. Una crisi come quella attuale non è mai stata vissuta prima d’ora e giorno dopo giorno stiamo scrivendo la storia. Lasciamo perdere per adesso questi discorsi e cerchiamo di concentrarci sull’analisi dei mercati in quanto, fino a prova contraria, essi hanno sempre ragione ed i prezzi scontano tutto.

Analisi tecnica (quella fondamentale funziona un po’ meno attualmente) e voglia di fare trading ci aiuteranno a riuscire a guadagnare, specialmente su un mercato come il nostro che raddoppia le possibilità di azione in quanto è possibile farlo sia a rialzo che a ribasso.

EurUsd – Grafico orario

La settimana volge al termine e cerchiamo di trovare qualche spunto interessante con uno sguardo ai grafici.Cominciando dall’immancabile eurodollaro non possiamo che far notare come il cambio stia mantenendo, in maniera molto costante, la tendenza rialzista evidenziata dal minimo di 1.1880 del 7 giugno scorso.

Questa precisione non fa altro che facilitare il compito di trovare livelli importanti in quanto il supporto è fornito proprio dalla trendline ascendente, per le prossime ore a 1.2250, mentre il livello di arrivo, evidentemente se non assisteremo ad una rottura della stessa, è ancora dato in area del doppio massimo a 1.2660.

Il cambio UsdJpy non ha raggiunto l’obiettivo indicato come più ambizioso a 89 figura, ma ha invece raggiunto il precedente 89.50. Come sostenuto da alcuni giorni la tendenza rimane ribassista e non sono previste inversioni importanti sino al superamento della resistenza a 91 figura, per cui non è detto che si possa rivedere nei prossimi giorni addirittura il minimo di maggio a 88.25.

Con queste premesse vediamo un cambio EurJpy stabile ed equidistante dai due livelli importanti di 109.50 e 111 figura, rispettivamente supporto e resistenza per oggi.

Non è riuscito l’attacco del cable al doppio massimo di 1.5045, i prezzi sono stati fermati da 1.50 figura. Lo spazio di correzione da quest’area di massimo potrebbe portare i prezzi ad un ritorno nei pressi di 1.48, dove transita oggi la linea di tendenza che sta seguendo il cambio da tre settimane.

Non ne vuole sapere la sterlina di spostarsi e rompere uno dei due livelli suggeriti da giorni nei confronti dello yen. 135.90 e 133.40 rimangono i due livelli da osservare. Chi, come noi, propende per una rottura a ribasso, può attendersi 130.50 come primo ambizioso obiettivo.

Contro la moneta unica invece la sterlina qualcosa di nuovo l’ha mostrato. Parliamo del superamento del supporto a 0.82, seppur per un brevissimo lasso di tempo e per pochi punti (20 esatti). Ora i prezzi si sono portati a distanza di sicurezza ma per considerare una ripresa strutturale del cambio dovremmo assistere ad una rottura dell’importante resistenza a 0.8380, massimo del mese e livello toccato molte volte confermandone la precisione.

Il cambio EurChf si mantiene stabile sul minimo storico, 1.3545, con una scarsa oscillazione. Ribadiamo che si potrà parlare di “ripresa” solamente al di sopra di 1.3750: attenzione quindi ad assumere posizioni contrarie al trend primario cercando di anticipare una ripresa.

Terminiamo con il UsdChf, notando come sembri pronto per uno scivolone al di sotto del minimo di 1.0990 con primo obiettivo a 1.0920. Se dovessimo invece rivedere i prezzi nel breve al di sopra di 1.1060 potremmo considerare scongiurato il rischio ribasso… per oggi.

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