Nuova spaccatura nel governo L’ultimatum di Maroni scuote il PdL

3 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia

La Lega è pronta a «staccare la spina» al governo fra tre setttimane, se proseguiranno conflitti, tensioni e scontri nella maggioranza tali da rendere improduttivà l’attiva dell’esecutrivo. A lanciare l’ultimatum a Berlusconi è il ministro dell’Interno Roberro Maroni in un’intervista al “Corriere della Sera”.

«Il premier – dice Maroni – ha voluto testare ancora questa maggioranza e noi abbiamo deciso di dargli fiducia e sostenerlo ancora lealmente. Ma è difficile che copsì si possa durare. Ora ci diamo tre settimane di tempo per vedere se questa maggioranza ha davvero la forza di sostenere l’azione del Governo. Se così non è meglio staccare subito la spina. Noi avremmo voluto farlo subito e andare ad elezioni a novembre, per essere più forti da dicembre per fare le riforme. A Berlusconi l’avevamo detto ma lui ha preferito provare ancora la maggioranza». Ora, dice Maroni, «non è più una questione di fiducia» al governo e al premier ma di risultati concreti dell’azione dell’esecutivo e di comportamenti del centrodestra nel mese di ottobre.

L’intervista dell’esponente leghista ha provocato reazioni immediate. Per il coordinatore del Pdl e ministro della Difesa La Russa bisogna «verificare se la maggioranza è veramente forte, in caso contrario, tre settimane o tre mesi, sarebbe giusto chiedere al Presidente della Repubblica di tornare a votare» . «Maroni riassume la preoccupazione di tutti, ma il premier ha recuperato l’iniziativa che gli permetterà di tenere unita la coalizione e completare la legislatura», assicura il ministro per l’Attuazione del Programma di Governo Rotondi.

«All’amico Maroni dico che la legislatura arriverà fino alla fine e che si rispetterà non solo il programma, ma la volontà degli elettori che ci hanno dato un grandissimo consenso per realizzare le riforme delle quali l’Italia ha bisogno», è la convinzione del ministro delle Politiche comunitarie Andrea Ronchi. «L’Italia – afferma il finiano – ha bisogno di governabilità e stabilità e non di pericolose fughe in avanti come le elezioni». Quanto a ipotesi di terzo polo, alle quali per qualcuno Fli potrebbe aderire, Ronchi risponde in modo netto: «Siamo figli del bipolarismo, che deve essere ulteriormente rafforzato. Chiunque parli di terzo polo per ciò che mi riguarda è fuori dalla realtà ».

L’opposizione intanto coglie la pala al balzo e va all’attacco. Per Enrico Letta «le parole di Maroni dimostrano che la maggioranza del 2008 non c’è più» e che con il voto di fiducia «c’è stato solo un rattoppo». Il vicesegretario del Pd detta la linea: «Anche noi riteniamo giusto e naturale che gli elettori si esprimano, ma pensiamo che lo si debba fare in primavera dopo che legge elettorale è stata cambiata». Bersani spazza via i tentennamenti: mentre questo governo va avanti «traccheggiando», il Pd è pronto al voto, assicura il segretario democratico. E, a chi gli chiede se il Pd sarebbe in grado di ricompattarsi adesso in vista del voto anticipato, il segretario nazionale risponde: «Assolutamente sì».

Per il dipietrista Belisario (Idv) «l’intevista di Maroni conferma che il governo è uno zombie, durerà ancora poco». Il capogruppo dell’Italia dei Valori al Senato attacca il premier: «Berlusconi è un presidente del Consiglio dimezzato, sotto il costante ricatto della Lega da una parte e dei finiani dall’altra, non era capace di governare prima figurarsi adesso».