Nuova bolla Internet: Linkedin balza del 90%

19 Maggio 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Prosegue positiva la borsa di New York, con i listini che vengono favoriti dai nuovi dati macro dopo che ieri le minute della Federal Reserve avevano alimentato gli acquisti. L’S&P e’ in crescita dello 0,15% a 1.342,5 punti, il Nasdaq sale dello 0,15% a 2.819,8 punti, mentre il Dow Jones avanza di più di mezzo punto percentuale a 12.625,04 punti.

Sul Dow si mettono in luce Micsotoroft, Chevron, mentre i Sell colpiscono Intel. Tra i settori pesano per l’appunto i semiconduttori dopo che Goldman Sachs ha ridotto il suo giudizio sul comparto.

Fuori dal paniere principale l’attenzione e’ concentrata su LinkedIn, il primo social media americano a fare il suo ingresso sul mercato. Il primo in assoluto era stato il gruppo cinese RenRen, che aveva riscosso un grande successo nel primo giorno di contrattazioni. E il social network professionale non delude di certo. Tutt’altro: nel giorno dell’Ipo e dopo pochi minuti dall’inizio della sessione, il titolo registra un balzo formidabile, pari al 90%, che fa salire il valore dell’azienda a $8 miliardi.

Tornando sui mercati, i guadagni iniziali sono stati alimentati anche dalla pubblicazione dei primi importanti dati macroeconomici di giornata: le richieste iniziali settimanali dei sussidi di disoccupazione sono calate piu’ del previsto nella settimana precedente. Tuttavia i dati resi noti successivamente non sono stati confortanti: le vendite di case esistenti hanno segnato un calo ad aprile dello 0,8%, deludendo le attese, mentre l’indice case esistenti è letteralmente crollato nel mese di maggio scivolando ai minimi dal marzo del 2010; in più, il superindice è sceso per la prima volta dal giugno dello scorso anno. Questi ultimi dati stanno frenando la performance di Wall Street,

D’altronde Peter Cardillo, chief market economist di Avalon Partners, aveva anticipato che i mercati avrebbero tenuto d’occhio tra i dati in particolare l’indice Philadelphia Fed dell’attivita industriale di maggio: “Credo che il mercato abbia buone ragioni per spingersi in rialzo, semplicemente per il fatto che abbiamo assistito a un ritracciamento di recente, e le minute [della Fed] di ieri hanno evidenziato una divisione di opninione sostanziale all’interno del board di politica monetaria”.

Certo, il sentiment di mercato nelle prime battute europee non è stato aiutato dal dato relativo al Pil giapponese, che ha confermato come il paese abbia scontato pesantemente gli effetti del terremoto e dello tsunami dello scorso 11 marzo, scivolando in recessione nei primi tre mesi del 2011: la contrazione dell’economia è stata pari al 3,7%, ben oltre le attese. Ma lo stesso Nikkei nipponico non ha subito tracolli. Gli analisti osservano che il dato è particolarmente preoccupante per gli effetti che la recessione della terza economia al mondo potrà avere a livello globale.

Ma come gia’ sottolineato, un elemento che smorza le preoccupazioni è rappresentato dalle minute della Fed che sono state diffuse nella giornata ieri che hanno dimostrato il proseguimento di politiche espansive e di tassi bassi almeno fino alla fine di quest’anno. In America, inoltre, si sono ridotte le aspettative sull’inflazione.

Il problema Grecia è intanto onnipresente: attenzione oggi alle ultime dichiarazioni del membro della Bce Stark sugli effetti che una ristrutturazione del paese avrebbe. Le preoccupazioni, come dimostra l’andamento dello spread BTP/Bund, sono rivolte anche all’Italia e al listino Ftse Mib, che da un po’ di tempo sta facendo peggio degli altri listini.

Sugli altri mercati, i contratti del greggio con consegna giugno sono invariati a $100,10 il barile. I contratti con scadenza giugno sull’oro arretrano dello 0,47% $1.488,8 l’oncia. Sul valutario l’euro e’ in calo dello 0,16% a $1,4227. Quanto ai Treasury, il rendimento sul decennale si attesta a quota 3,22%, in progresso di 4,22 punti base.