Nucleare Usa ad alto rischio, abbassati standard di sicurezza

21 Giugno 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Le autorità statunitensi hanno lavorato a stretto contatto con l’industria nucleare per assicurare che diverse centrali, ormai datate, riuscissero a soddisfare gli standard di sicurezza imposti. Niente di preoccupante dunque. E invece no. Non erano le centrali ad adattarsi ai requisiti di sicurezza, bensì gli standard che di volta in volta venivano ridotti per corrispondere allo stato di salute effettivo delle centrali. È il risultato dell’indagine di Associated Press.

Si parla di cavi scoperti, bidoni non sigillati, condutture con perdite, crepe nelle pareti, schermi non funzionanti, ferri arrugginiti e chi più ne ha più ne metta. Scenari che molto probabilmente avete visto solo nella centrale nucleare in cui lavorava Homer Simpson, del noto cartone televisivo.

Volta per volta, gli ufficiali della U.S. Nuclear Regulatory Commission, avrebbero deciso che le regolamentazioni precedenti erano troppo severe, affermando che potevano essere tranquillamente allentate senza creare alcun tipo di pericolo, riporta Ap citando i documenti a disposizione. Con miliardi di dollari e con il 19% della produzione americana di energia a rischio, ci sarebbe stata una relazione di interesse reciproco tra gli operatori nel settore e le autorità di controllo.

Ora è naturale che crescano i timori. Queste politiche potrebbero essere state eccessivamente accomodanti e rischierebbero di mettere in gioco la sicurezza. Ap cita una serie di esempi: se una valvola perdeva, veniva consentita una perdita maggiore, talvolta anche 20 volte superiori al limite originale; quando le crepe sui tubi portavano alla fuoriuscita di materiale radioattivo, i test su questi condotti venivano fatti con minore scrupolosità, in modo che il tutto potesse rientrare negli standard.