Nucleare, presidente Iran promette “negoziati seri”

7 Agosto 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Le dichiarazioni di ‘guerra’ nei confronti di Israele pronunciate qualche giorno fa davanti a una folla di partigiani islamici aveva decisamente ridimensionato le speranze delle potenze occidentali per una svolta ‘moderata’ in Iran.

In un impeto populista, il Presidente Hassan Rohani aveva sottolineato che la nazione ebraica, anzi il “regime sionista”, è una “vecchia ferita che va rimossa”, perchè non ha senso di esistere. Adesso però il neoeletto capo di Stato sembra voler ritornare sui binari della diplomazia.

L’apertura per risolvere la crisi nucleare è netta. Il Presidente della Repubblica Islamica ha promesso che in futuro i colloqui con le altre forze internazionali sul controverso programma iraniano di arricchimento dell’uranio saranno “più diretti e più seri”.

“Siamo determinati a sbloccare una situazione di stallo che dura da anni”, ha detto Rohani nella prima conferenza stampa dal suo giuramento che ha sancito il suo ingresso ufficiale al potere.

Il politico di matrice centrista ha insistito sul fatto che l’Iran non abbandonerà il suo programma nucleare, che Teheran sostiene abbia scopi civili “sulla base delle leggi internazionali”, mentre Usa e Israele temono che possa dotare il paese dell’arma atomica (di cui i due Stati sono in possesso).

Le potenze occidentali stanno compiendo un “errore grave se pensano di poter imporre il loro volere all’Iran tramite le minacce”. Teheran è invece intenzionato ad avviare le trattative “costruttive” per trovare un punto di incontro e ottenere una vittoria per tutti.