Nucleare: con fine New Start si rischia nuova corsa agli armamenti

1 Aprile 2019, di Alessandra Caparello

La fine del New Start (New STrategic Arms Reduction Treaty), l’unico accordo sul controllo degli armamenti nucleari tra Usa-Russia, darebbe al Cremlino e a Washington la spinta in più per espandere i propri arsenali nucleari.

L’allarme lo lancia uno studio del CNA Corp, un gruppo di ricerca senza scopo di lucro e riportato da Reuters secondo cui la risoluzione degli accordi New START, concordati e firmati da Barak Obama  e Dmitri Medvedev nel 2010, renderebbe più difficile per ciascuno dei due paesi valutare le intenzioni dell’altro, fornendo ad entrambi gli incentivi per espandere i propri arsenali. Il rischio è che si inneschi una nuova corsa agli armamenti nucleari.

Lo studio di CNA Corp è un esame pubblico completo delle conseguenze della fine del New START che scade nel febbraio 2021 ma può essere prorogato per cinque anni se entrambe le parti concordano. Lo studio propone di estendere il trattato che richiede che Stati Uniti e Russia riducano le loro testate nucleari strategiche schierate a non più di 1.550, il livello più basso degli ultimi decenni. Al tempo stesso il trattato prevede ampie misure di trasparenza che richiedono a ciascuna parte di consentire all’altra di effettuare un tot di ispezioni di basi nucleari strategiche ogni anno, con un preavviso di 48 ore. Russia e Usa inoltre devono scambiarsi dati e informazioni varie.  Tutto ciò finirebbe se il trattato dovesse scadere senza una proroga.

“Nessuno dei due paesi avrebbe lo stesso grado di fiducia nella capacità di valutare i livelli di precisione delle testate dell’altro (…) La maggiore opacità tra le forze nucleari strategiche statunitensi e russe si svilupperebbe nel più ampio contesto di crescente sfiducia e divergenze nelle percezioni di strategia, intenzioni e percezioni.

Inoltre lo studio mette in luce come con la fine del New Start aumenterebbero le capacità nucleari di Pechino. Senza un trattato che limiti le forze nucleari statunitensi e russe, la Cina potrebbe prendere il sopravvento. Da qui lo studio raccomanda a Stati Uniti e Russia di aderire volontariamente alla proroga del trattato e continuare a scambiarsi dati e inoltre invita Washington a proporre scambi annuali di informazioni sulle armi nucleari anche con Pechino.