NUCLEARE?
SI’ GRAZIE

17 Gennaio 2007, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) –
La campana del ritorno al nucleare, nel mondo, è definitivamente suonata. In prima linea ci sono grandi Paesi emergenti, come Cina, Russia e India, ma anche, a sorpresa, il Sudafrica e gli Stati Uniti, dove il nucleare sembrava ormai bandito.

Secondo i dati della World Nuclear Association, al primo gennaio 2007 si contavano ben 222 progetti nucleari nel mondo. È vero che, di questi, solo 28 sono concretamente in costruzione ma il numero di progetti in cantiere segna una grande ripresa, considerando che 12 mesi fa se ne contavano settanta in meno.

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Molti Stati, costantemente sotto la minaccia di choc petroliferi e spaventati dal pericoloso surriscaldamento del pianeta, hanno ripreso a pianificare la costruzione di centrali nucleari. Naturalmente ci sono anche motivazioni economiche alla base della scelta: l’energia derivante dall’atomo è relativamente costosa da sviluppare, benché sia sempre alto il rischio di incidenti e la scienza non abbia ancora risolto il problema di stoccare i residui radioattivi in maniera ottimale. Ma sono problemi che molti Paesi, affamati di energia, per il momento non sembrano porsi.

E così in Cina, di gran lunga la vincitrice di questa speciale classifica, si contano 63 progetti nucleari mentre in Russia sono 26, in Sudafrica 25 e negli Stati Uniti 23. Negli Stati Uniti sembrava che il nucleare fosse ormai definitivamente chiuso nel cassetto, da quando, nel 1979, ci fu l’incidente presso l’impianto di Three Mile Island, che provocò successivamente numerosi decessi causati dal cancro. In Europa, invece, alcuni Paesi come Germania e Italia restano fermi su una posizione di rifiuto, mentre la Francia ha rilanciato le sue velleità nucleari con il progetto di Flamanville, sulla Manica. Ma c’è anche la Finlandia, pronta a inaugurare il sesto impianto attivo.

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