Nozze FCA-Renault, Senard: “Dossier non è sul tavolo ma mai dire mai”

22 Ottobre 2019, di Alessandra Caparello

Si torna a parlare di nozze tra Fca e Renault. Il presidente di Renault, Jean-Dominique Senard, ha detto che una possibile operazione con Fiat Chrysler non è sul tavolo al momento, ma non ha escluso che possa esserlo in futuro.

“Oggi non è sul tavolo”, ha detto Senard alla radio France Inter, come riporta Reuters, aggiungendo poi “non si deve mai dire mai” a proposito di un riscoperto interesse di Renault ad una fusione con Fiat Chrysler.
A giugno il sogno di una fusione tra le due case automobilistiche, dopo varie indiscrezioni, tramonta quando al Salone di Francoforte 2019 il CEO della Renault Thierry Bolloré non lascia spazio a dubbi.

Con FCA non ci parliamo più. E’ il passato, la proposta è stata sul tavolo ma ora non c’è più. Abbiamo un grande rimpianto e sono certo che anche loro hanno un rimpianto.

Da lì la decisione di FCA di ritirare la proposta di fusione. Ma uno spiraglio è arrivato quando  Bollorè questo mese è stato messo alla porta, per volere del presidente Senard.
All’interno della dirigenza della casa automobilistica francese negli ultimi tempi si era creato un clima teso con i difficili rapporti proprio tra Bolloré e il presidente Jean-Dominique Senard su alcune questioni chiave, come la fusione con Fca per l’appunto.
Stessa sorte è toccata al Ceo di Nissan Hiroto Saikawa costretto a dimettersi dopo aver ammesso di aver percepito compensi illeciti. Sia Bollorè che Saikawa si erano detti contrari ad una fusione con FCA e la loro uscita di scena è stata interpretata come un chiaro segnale di un cambio di rotta.

Il piano per dar vita al terzo gruppo mondiale del settore auto, fortemente voluto dal presidente di Fca John Elkann, non è stato mai riposto in modo definitivo nel cassetto e i colloqui tra i due gruppi non sarebbero mai stati interrotti dopo le vicende della primavera (il 27 maggio Fca aveva proposto a Renault una fusione paritetica al 50% e l’operazione, che sembrava destinata a decollare, era poi naufragata anche per le prese di posizione del Governo francese, socio al 15% di Renault).