Nowotny è sicuro: il Portogallo non sarà la nuova Grecia

21 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: giornata negativa quella di ieri per i listini dell’area Euro. In calo gli spread ad eccezione di Portogallo ed Grecia.

Nowotny, membro della Bce ha dichiarato che la situazione portoghese è migliore di quella greca, anche se rimangono rischi.

La Commissione europea in un documento ottenuto da Bloomberg basato sull’ultima revisione della Troika in Portogallo ha riportato che il programma di aggiustamento del paese lusitano è in linea con gli obiettivi di deficit del 2012 al 4,5% del Pil, mentre le condizioni finanziarie invece restano difficili ma i rischi di credit crunch sono contenuti.

In Grecia ieri si è tenuta la prima asta a breve termine dopo lo scambio dei titoli. Atene ha raccolto 1,3 Mld€ di bond a tre mesi con una domanda di oltre il doppio dell’offerta.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Kathimerini ieri si è tenuto un incontro tra il primo ministro Papademos ed il leader di Nuova Democrazia, Samaras, da cui non è emerso nessuna data per le prossime elezioni, in quanto questa dipenderà dal tempo impiegato dal governo per terminare il lavoro legislativo necessario per il nuovo piano di aiuti.

Il partito Nuova Democrazia in precedenza aveva indicato il 29 aprile come possibile data di elezioni, ma, secondo il quotidiano, è possibile che il governo non riesca a terminare il suo lavoro se non pochi giorni prima della pasqua ortodossa del 15 aprile e di conseguenza le elezioni potrebbero tenersi il 6 o 13 maggio.

I due leader hanno tuttavia confermato che la Grecia ha ricevuto la prima tranche da 7,5 Mld€ (5,9 Mld€ da eurozona e 1,6 Mld€ da Fmi) del nuovo piano, la maggior parte utilizzati per coprire le scadenze di bond detenuti dalla Bce.

L’Efsf ieri ha emesso titoli a 6 mesi per 2 Mld€ circa con bid-to-cover al 2,7 ed ha dato mandato per l’emissione di un nuovo benchmark a cinque anni per 4 Mld€ che potrebbe concludersi nella giornata di oggi.

La Germania oggi emetterà un titolo a due anni fino a 5 Mld€ ed un titolo indicizzato all’inflazione 2023 fino a 2 Mld€.

Attesa infine l’emissione di titoli a breve termine portoghesi fino a 2 Mld€.

Negli Usa listini azionari in calo dopo tre giorni consecutivi di rialzo, dopo segnali di possibili rallentamento dal fronte cinese. L’indicazione in tal senso arrivate dalla Cina è duplice: da un lato l’annuncio di un rialzo dei prezzi domestici di benzina e diesel (per la seconda volta in meno di sei settimane) e dall’altro le dichiarazioni di BHP Billiton (principale azienda mineraria al mondo) secondo cui sta rallentando la produzione cinese di acciaio in seguito al minor focus del paese su grandi opere infrastrutturali a favore invece di una maggiore attenzione sui consumi interni.

Sul fronte Fed, nella testimonianza che Bernanke terrà oggi di fronte ad una commissione della camera (pubblicata sul sito Fed) sulla crisi in area euro, il presidente Fed prende atto del miglioramento della situazione finanziario dell’area aggiungendo alla stesso tempo che la situazione sarà tenuta sotto controllo con la Fed “pronta ad utilizzare i propri strumenti per aiutare a stabilizzare i mercati Usa nel caso in cui la situazione rendesse necessario tale intervento”.

Nel frattempo sono cominciate le audizioni presso l’apposita commissione del senato dei due nominativi (Jerome Powell e Jeremy Stein) indicati da Obama come potenziali membri Fed. Entrambi hanno tenuto a sottolineare il loro focus su entrambi gli oggetti del mandato Fed. Al voto della commissione seguirà poi quello decisivo dell’intero senato.

Valute: stesso copione per l’euro /dollaro anche nella giornata di ieri. Mattinata di forza per l’euro e debolezza nel pomeriggio dovuta alle ricoperture provenienti dall’altra parte dell’oceano. Il cross si è stabilizzato sopra area 1,32, da monitorare il livello di resistenza posto a 1,33. Il supporto a questo punto è 1,32.

Non si arresta il deprezzamento dello yen nei confronti dell’euro, questa mattina ha superato il livello di 111. La resistenza a 112 è ormai prossima, mentre il supporto a 110 è il livello da tenere in considerazione per eventuali correzioni. Anche vs dollaro lo yen si deprezza raggiungendo le soglie critiche di 84/85. Il supporto si colloca a 82,5.

Materie Prime: giornata molto negativa per le materie prime penalizzate dai timori di un rallentamento cinese dopo le dichiarazioni di BHP, primo produttore al mondo di minerale di ferro. Tutte le componenti dell’indice GSCI sono risultate in calo ad eccezione di cacao (+3,6%) e caffè (+0,33%).

Il settore maggiormente penalizzato dalla notizia di BHP è stato naturalmente quello dei metalli industriali guidati dal piombo (-4,3%) e zinco (-2,1%). Tra gli energetici forte calo del greggio Wti (-2,3%) e di minore entità per il Brent (-1,3%) in seguito alla disponibilità espressa dal ministro del petrolio saudita ad incrementare la propria produzione fino ad un massimo del 25% per placare il rialzo dei prezzi.

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