NON SOLO EUROPA, MERCATI GUARDANO AI CONTI USA

5 Febbraio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) -Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono scesi su tutta la curva ed in particolare sul tratto a due anni che ha raggiunto il minimo storico dell’1%, in conseguenza del forte calo dei listini azionari che continuano a risentire della crisi di fiducia che sta investendo soprattutto Grecia, Spagna e Portogallo.

In forte aumento il Cds a 5 anni dei paesi periferici ed in particolare della Grecia (oltre 400 pb), della Spagna (nuovo massimo a 170 pb) e del Portogallo (229 pb). Lo spread del decennale spagnolo vs Germania ha superato l’analogo differenziale dell’Italia (rispettivamente 100pb vs 93pb). La riunione della Bce di ieri si è conclusa con un nulla di fatto sui tassi.

Trichet nella conferenza stampa ha confermato quanto già dichiarato a dicembre, ovvero che l’operazione a sei mesi del 31 marzo sarà l’ultima e che le modalità di svolgimento saranno rese note nella riunione del 4 marzo. Non è quindi escluso che ci sia un cambiamento sul tasso di rifinanziamento, mentre sembra meno probabile l’ipotesi di un’eliminazione della piena allocazione delle richieste. Trichet in merito all’inflazione non ha mostrato preoccupazioni affermando che non vi sono al momento spinte inflazionistiche, rimanendo le aspettative ancora sotto controllo. In prospettiva l’attesa è di mantenimento del tasso di riferimento invariato per l‘intero anno. Le vere manovre di politica monetaria interesseranno piuttosto le decisioni sulle manovre non convenzionali. La riunione della BoE si è conclusa con tassi fermi allo 0,5%, senza rinnovo del piano di acquisto di titoli per 200 Mld£.

Negli Usa tassi di mercato in calo sulla scia delle forti perdite dei mercati azionari dove l’indice S&P500 ha messo a segno la peggiore performance giornaliera (-3,11%) dallo scorso mese di aprile. Il tema del rischio sovrano ha prodotto effetti anche sui mercati Usa. Gli operatori son ben consci del fatto che i conti pubblici Usa presentano punti di criticità anche peggiore di quelli dell’area Euro, come ieri sottolineato esplicitamente da Trichet, e di conseguenza l’impatto emerge anche sul mercato Usa sebbene in forma meno marcata.

In particolare, si continua a registrare anche negli Usa un aumento del costo della protezione a 5 anni su titoli governativi, arrivata ieri a circa 60pb, massimo da aprile 2009. In questo contesto così turbolento i paesi emergenti stanno evidenziando perfomance allineate o in certi casi addirittura relativamente migliori rispetto ai paesi sviluppati. Ad esempio l’analogo costo della protezione su titoli governativi brasiliani, pur risultando in salita, ha raggiunto i massimi “solo” da ottobre 2009. Allo stesso tempo l’indice MSCI dell’area emergente a ieri presentava una perdita in Dollari da inizio anno nell’ordine di circa il 6%, a fronte di circa -9% per l’indice Eurostoxx50 e -5% per l’indice S&P500. Oggi l’attenzione sarà focalizzata sulle vicende in merito al rischio sovrano in area Euro e sui dati del mercato del lavoro.

Valute: il dollaro continua la fase di forte apprezzamento vs. euro che può essere letta in questa fase soprattutto come un sintomo di debolezza della valuta unica più che un forza propria del biglietto verde. Trichet ieri ha rimarcato come le difficoltà sui conti pubblici siano maggiori per altre aree sviluppate come gli Usa ed il Giappone dove, in base alle stime del Fmi richiamate dallo stesso Trichet, il rapporto deficit/Pil è stimato su valori pari o addirittura superiori al 10% per il 2010 a fronte del 6% per l’area Euro. Le debolezza dell’euro sta costringendo a più riprese ad interventi della banca centrale svizzera per evitare un eccessivo apprezzamento della valuta domestica. Una volta violato il supporto a 1,3750, il livello successivo più rilevante si colloca in prossimità di area 1,35, alla base cioè del canale rialzista di lungo termine. Le tensioni sui mercati hanno provocato un forte apprezzamento dello yen che verso euro è salito ai massimi da circa 1 anno. Il cross ha raggiunto l’area di supporto 121,50-75, ultimo baluardo prima del supporto collocato in prossimità di 120. La valuta nipponica si è apprezzata anche verso dollaro con i supporti collocati a 88,60 e 88.

Materie Prime: ennesima giornata negativa per le commodity sulla scia delle tensioni sui mercati e dell’apprezzamento del dollaro. Tra i peggiori segnaliamo il greggio Wti (-5%) che ha messo a segno il calo maggiore da sei mesi. Tra i metalli industriali, forti ribassi per zinco (-3,4%) e rame (-3,1%) scesi ai minimi da ottobre. Forte calo anche per i preziosi guidati dall’argento (-5,9%), la commodity con la peggiore performance giornaliera all’interno dell’indice GSCI. L’oro ha perso il 4,4%. Tra gli agricoli segnaliamo grano (+1,4%) e soia (+0,7%), tra le poche materie prime in controtendenza con il trend generale.

Copyright © Servizio Market Strategy MPS Capital Services per Wall Street Italia, Inc. Riproduzione vietata. All rights reserved

*Questo documento e’ stato preparato da MPS Capital Services ed e’ rivolto esclusivamente ad investitori istituzionali ovvero ad operatori qualificati, così come definiti nell’art. 31 del Regolamento Consob n° 11522 del 1° luglio 1998 e successive modifiche ed integrazioni. Le analisi qui pubblicate non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.