NON SI GIUDICA UN FONDO PARTENDO DA UN LIBRO

18 Giugno 2001, di Redazione Wall Street Italia

Clayton Christensen, professore alla Harvard Business School e guru del management, e’ l’autore di un famoso libro, The Innovator’s Dilemma (Il dilemma dell’innovatore), pubblicato nel 1997 e ancora oggi un bestseller.

Quando lo scorso anno, sulla base del successo ottenuto dalla sua opera, quello che era considerato l’astro nascente della New Economy e “il maggior pensatore dei nostri giorni” ha lanciato un fondo di investimento, il mondo finanziario si aspettava grandi cose.

Al debutto in borsa del Disruptive Growth Fund, il 10 marzo 2000, il Nasdaq aveva raggiunto i massimi storici, ma poco dopo il settimanale finanziario Business Week aveva scoperto tramite alcuni documenti depositati presso la Securities and Exchange Commission (SEC), l’organo di controllo della borsa americana, che il fondo aveva chiuso prima ancora di compiere il suo primo compleanno.

Il fondo, cogestito da Christensen e Neil Eisner, proprietario della banca d’affari St. Louis, aveva in portafoglio 45 titoli, tra cui Broadcom, Digex e EMC, e alla sua chiusura, nel febbraio dell’anno successivo, aveva perso il 64% del proprio valore, crollo che ne’ Christensen ne’ Einser si erano sentiti di commentare.

Quasi tutti i titoli venivano scelti da Christensen sulla base della propria teoria che le societa’ che sviluppano prodotti innovativi, o “disruptive technologies”, possono superare i leader del mercato.

A posteriori, pero’, l’unica “disgregazione” alla quale si e’ assistito, riguardava le troppo alte valutazioni dei titoli tecnologici.