“Non scommetterei mai sui bond delle aree periferiche”

3 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – I titoli di stato dell’area periferica non sono un buon investimento e non lo sono mai stato perche’ non offrono abbastanza garanzie e prospettive di crescita. Gli unici bond sicuri per definizione sono i Bund tedeschi a breve e i Treasuries. A dirlo e’ Kenneth Fisher, uno degli investitori guru di Wall Street.

“Non scommetterei mai nei bond dell’area periferica, sia nell’area euro che altrove”, dice il fondatore di Fisher Investments in un’intervista concessa a Wall Street Italia.

Quanto all’Italia e la crisi che la riguarda, il problema e’ che non crescera’ abbastanza per via di caratteristiche strutturali: “Un paese come l’Italia non vedra’ un’alta crescita dell’economia, semplicemente perche’ non e’ strutturato in tal senso e non e’ lo e’ ormai da tanto tempo”.

Per l’esattezza e’ da quasi 15 anni che la crescita del Pil italiano e’ a livelli da elettrocardiogramma piatto. E Roma – per Fisher e tanti altri analisti – e’ destinata pertanto ad almeno un altro paio di anni di paralisi economica. Tuttavia l’Italia e con lei gli altri Piigs hanno la fortuna di poter contare su aiuti esterni. Secondo Fisher “otterranno una spinta dalla crescita del resto del mondo” e da quella del “nord d’Europa”.

Con un rapporto del 120% tra debito pubblico e Pil, l’Italia ha uno dei tassi piu’ alti al mondo, il che costituisce un fardello enorme da portare per l’economia e un freno alla crescita. Il tutto mentre il governo e’ in piena crisi, afflitto dalle lotte intestine tra PdL e Lega, i due partiti di maggioranza, e tra premier e ministro dell’Economia.

“Il vero problema non e’ il debito, ma la crescita bassa”, dice Fisher, lasciando intendere che andrebbe varata una manovra piu’ audace e credibile di quella appena presentata con l’illusione di placare i mercati.

“Se l’Italia fosse costruita con l’obiettivo di crescere, allora il debito non rappresenterebbe un problema”. Un po’ come avviene per gli Usa. Il problema e’ che, al contrario degli Stati Uniti, l’Italia non cresce e non crescera’, almeno non sul breve.

Pur restando la maggiore economia mondiale e’ ormai da anni che l’America non sta trainando il mondo sulle sue spalle. I mercati in via di sviluppo stanno facendo bene come economie nel loro complesso, ma il valore delle borse azionarie e’ salito troppo in fretta nel breve e medio termine.

“Sono troppo popolari al momento, troppi investitori estrapolano i tassi di crescita economica nei redditi futuri che otterranno dalle azioni, una cosa che non e’ mai stata poi rispettata nei fatti reali”.

Essere terrorizzati dal pericolo di una recessione causata dai livelli del debito non ha senso, e’ solo “un fantasma che si aggira sui mercati”. “L’economia mondiale sta crescendo da due anni e le paure non fanno che creare opportunita’ per i rialzisti”.
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Fisher non vede nessuna crisi economica sul breve e medio termine, paradossalmente perche’ prima di un nuovo crack globale come quello occorso nel 2008-2009 “c’e’ bisogno di avere un ciclo di espansione economica completo”.

“Se fossi un money mnager italiano ora mi preoccuperei di come fare soldi, prendere piu’ rischi e approfittare del lato positivo che offre la crescita economica mondiale”, che abbiamo davanti a noi per almeno diversi anni.

Qui l’intervista in lingua inglese

Kenneth Fisher e’ uno dei piu’ noti investitori di Wall Street, nonche’ fondatore e AD di Fisher Investments, nata nel 1979. Secondo i dati di Forbes, la performance annuale delle azioni scelte da Fisher negli ultimi 14 anni ha battuto in media il mercato generale in 11 occasioni su 14. E’ da oltre 26 anni che Fisher scrive editoriali e opinioni sulla rivista Forbes. E’ classificato al 252esimo posto nella classifica degli americani piu’ ricchi.