“Nove milioni di italiani temono di dover attingere ai risparmi per affrontare il post-Covid”

24 Aprile 2020, di Alberto Battaglia

Dopo svariate settimane di chiusura obbligata nelle proprie abitazioni crescono le preoccupazioni degli italiani, non solo sotto il profilo psicologico, ma anche economico. Secondo l’indagine condotta da Nomisma e Crif, che ha raggiunto un campione di mille italiani responsabili degli acquisti (età 18-65), il benessere mentale è peggiorato per il 58% degli intervistati. Appena due settimane fa lo affermava un più contenuto 48%. La maggioranza degli italiani (52%), poi, lamenta un peggioramento della forma fisica e cita, fra le rinunce più dolorose di questo periodo, quella di non poter vedere amici e parenti (32%), l’impossibilità di muoversi liberamente (25%), quella di dover intrattenere relazioni sociali solo a distanza (20%).

I timori sul versante economico

Consapevoli delle difficoltà che attendono l’economia italiana, gli italiani sono in molti casi preoccupati delle prospettive per il lavoro e il denaro. Il 32% degli italiani teme che nei prossimi 6 mesi non riuscirà a far fronte alle spese legate alle utenze, il 31% a quelle destinate ai servizi come assicurazioni e spese mediche e il 29% alle spese alimentari, scrive Nomisma-Crif; un italiano su quattro, teme, inoltre che nei prossimi mesi avrà difficoltà a pagare l’affitto o le rate del mutuo.
Sotto il profilo occupazionale il 13% degli intervistati afferma di essere in pensiero per l’eventualità di perdere l’impiego, mentre il 12% teme la chiusura della propria attività lavorativa.

Secondo i calcoli di Nomisma sarebbero 9 milioni gli italiani preoccupati di dover attingere ai propri risparmi per affrontare il contraccolpo del coronavirus sull’economia. Ben 12,7 milioni di italiani, infine, temono di non poter affrontare almeno 3 voci di spesa tra utenze, acquisti alimentari, per la casa o per l’auto, visite mediche o per servizi assicurati.

Cambiano le abitudini sui pagamenti

Rispetto a un mese fa ben il 40% degli italiani ha deciso di ridurre l’utilizzo dei contanti, e contemporaneamente, di fare maggiore uso delle carte prepagate (+32%) e carte di credito (+26%) e di debito (24%), così come i new digital payments (utilizzati con maggior frequenza dal 28% degli user).