Nizza: sassi e spazzatura per il killer. Identificate vittime italiane

19 Luglio 2016, di Alessandra Caparello

NIZZA (WSI) – Rabbia e dolore dopo il tragico attentato avvenuto a Nizza la sera di giovedì 14 luglio quando sulla Promenade des Anglais, Mohamed Lahouaiej Bouhlel, dopo aver beffato i servizi di sicurezza fingendosi un fornitore di gelati, si è lanciato con un camion a forte velocità sulla folla, uccidendo 84 persone e ferendone 74, tra cui molti bambini e 19 che lottano tra la vita e la morte.

Sono 13 ancora le vittime che non hanno un nome e intanto sale a cinque il bilancio degli italiani rimasti uccisi nell’attentato.

Secondo quanto rende noto la Farnesina, le autorità francesi hanno riconosciuto oltre al 90enne milanese Mario Casati, altri quattro italiani vittime del tragico attentato. Si tratta di Carla Gaveglio, Maria Grazia Ascoli, Gianna Muset e Angelo D’Agostino.

“Il Ministro Gentiloni e la Farnesina esprimono vicinanza e solidarietà ai famigliari e agli amici delle vittime del barbaro attentato. Le famiglie sono state informate e stanno ricevendo tutta la necessaria assistenza da parte del personale del nostro Consolato e dell’Unità di Crisi”.

Così la nota diramata dal ministero degli esteri.

Intanto in Francia il premier Manuel Valls, parla di un paese, la Francia, in guerra e non esclude possibile “repliche”. Il premier si è recato sotto il monumento del centenario a Nizza per la manifestazione di commemorazione delle vittime ed è stato accolto con fischi e contestazioni.

Un mare di fiori, candele, peluche giace sul luogo della strage. Spazzatura, sassi e scritte ingiuriose invece sul luogo dove l’attentatore è stato ucciso la sera della strage dalla polizia.

Arrivano altre notizie sulle indagini tuttora in corso. Sembra che il killer poco prima della strage avesse inviato una foto di lui tra la folla al fratello.

Mistero anche sulla grossa somma di denaro, circa 100mila euro, che il 31enne franco-tunisino avrebbe mandato in Tunisia. Inoltre sul suo computer il terrorista avrebbe cercato “video violenti”, “decapitazioni”, “cadaveri dello Stato islamico”, “canti” dell’organizzazione terroristica.

Mentre è stata rimessa in libertà l’ex moglie di Bouhlel, sottoposta a fermo tra venerdì e sabato, rimangono in carcere sei persone, cinque uomini e una donna.