Nizza, Liberation: “Solo un’auto della polizia per bloccare il camion”

21 Luglio 2016, di Alessandra Caparello

NIZZA (WSI) – A meno di una settimana dal tragico attentato di Nizza, avvenuto il 14 luglio sulla Promenade des Anglais, emergono nuovi particolari su quella sera quando Mohamed Lahouaiej Bouhlel si è lanciato con un camion contro la folla riunita sul lungomare per le celebrazioni della Presa della Bastiglia, uccidendo 84 persone e ferendone tantissime altre tra cui bambini.

Nella prima fase delle indagini si era parlato di come il franco-tunisino fosse riuscito ad entrare nella zona vietata al traffico dichiarando di portare gelati ed eludendo così i controlli. Ma oggi il quotidiano Liberation svela un nuovo retroscena: solo una vettura della polizia sbarrava l’ingresso della zona pedonale della Promenade des Anglais, un dettaglio che svela le falle del sistema di sicurezza in un paese già teatro nei mesi scorsi di numerosi altri attentati, da Charlie Hebdo al Bataclan.

“Una fonte di polizia che ha potuto visionare le immagini della videosorveglianza (…), una sola vettura della polizia, quella degli agenti della municipale, si trovava al centro della carreggiata, lato mare (…)  Perchè sono stati avvicendati intorno alle 20.30 dai loro colleghi della municipale. Non c’era dunque alcuna vettura della polizia nazionale in grado di bloccare la carreggiata”.

Parla di “controverità” il ministro degli Interni francese Bernard Cazeneuve che tenta di spiegare quanto accaduto.

“Il primo sbarramento era un punto di deviazione della circolazione e di controllo visuale (…) la polizia municipale aveva come previsto dato il cambio alla polizia nazionale su questo sbarramento menzionato dal giornale alle 21.00″.

Intanto le indagini proseguono e 5 persone sospettate di essere state in contatto con Mohamed Lahouaiej Bouhlel prima della strage sono attese oggi davanti ai giudici dell’antiterrorismo dopo la loro custodia cautelare, in vista di possibili incriminazioni.

Ad annunciarlo la procura di Parigi. I 5, 4 uomini dai 22 ai 40 anni e una donna, sarebbero stati in contatto con l’autore del massacro o sospettati di avergli fornito un’arma, l pistola automatica con cui il tunisino ha sparato ai poliziotti.

Il tutto mentre il residente francese Francois Hollande arruola altri 10mila uomini tra ex militari ed ex agenti di polizia per garantire la sicurezza del paese, ma l’Europol getta una nuova luce sui tragici fatti di Nizza.  Secondo l’Agenzia di polizia europea, dietro ai recenti attentati a Nizza, ma anche a Magnaville, Orlando (Usa) e Wurzuburg (Germania) non ci sarebbe il Califfato e l’Isis, bensì malati di mente. Come scrive la stessa Agenzia nel rapporto annuale 2015 sull’attività terroristica in Europa:

“Nonostante un numero di attori solitari spieghino i loro atti con la religione o l’ideologia, il ruolo delle potenziali malattie mentali non dovrebbe essere sottovalutato. Non c’è alcuna evidenza che possa suggerire che il responsabile degli attacchi di Nizza sia un membro dello Stato Islamico”.