Wall Street: veloce peggioramento sentiment con nuovi rumor embargo petrolio russo. Brent e WTI schizzano di oltre +5%

8 Marzo 2022, di Redazione Wall Street Italia

Wall Street poco mossa, si smorza il tono positivo sostenuto dai guadagni delle borse europee, che sono scattate dopo le indiscrezioni riportate da Bloomberg, secondo cui l’Ue sarebbe prossima a presentare un piano per l’emissione congiunta di bond su larga scala, per finanziare le spese di energia e difesa. Bruxelles starebbe valutando questa opzione in risposta alla minaccia russa di chiudere i rubinetti di petrolio e gas e a fronte della guerra tra la Russia e l’Ucraina.

A raffreddare di nuovo il sentiment è stata l’indiscrezione, riportata sempre da Bloomberg, secondo cui gli Stati Uniti sarebbero pronti ad annunciare già oggi la decisione di imporre il divieto alle importazioni di petrolio russo, gas naturale e carbone dalla Russia. I prezzi del petrolio accelerano al rialzo, con il WTI che balza di oltre il 5% a $125,77 al barile e il Brent che fa +5,44% a 129,91.

Il timore di un embargo di Stati Uniti ed Europa sul petrolio e gas della Russia ha portato ieri il WTI a schizzare fino al record degli ultimi 13 anni, a $130, e il Brent a $139,13, al massimo dal luglio del 2008. Secondo Bloomberg, la decisione Usa sarebbe stata presa in consultazione con gli alleati europei, che però non si uniranno a tale sanzione.

Alle 16 circa ora italiana il Dow Jones perde lo 0,12% attorno a 32.778 punti; lo S&P 500 cede lo 0,15% a 4.194, il Nasdaq arretra dello 0,40% a 12.781.

Wall Street è reduce dal forte sell off della vigilia, che ha visto lo S&P 500 capitolare di quasi il 3%, in quella che è stata la sessione peggiore in più di un anno, dall’ottobre del 2020. Il Dow Jones è precipitato di quasi 800 punti, scendendo per la quinta sessione consecutiva, mentre il Nasdaq Composite ha ceduto il 3,6%, scivolando in mercato orso, in quanto a un valore inferiore rispetto al record di sempre testato a novembre del 20%.

Sullo sfondo il sentiment rimane negativo.

“Sembra non esserci alcuna dimostrazione di progressi in Ucraina e la retorica di Washington continua a diventare più dura – ha commentato alla Cnbc Cliff Hodge, responsabile degli investimenti presso Cornerstone Wealth – Sebbene sia impossibile sapere quando sarà toccato il fondo, da un punto di vista del rapporto tra rischio e premio, il mercato si sta comportando in modo molto ragionevole”.

La paura del rischio stagflazione è confermata dal trend dei tassi sui Treasuries Usa, con quelli decennali che scattano all’1,86%. Particolare attenzione sarà data dagli investitori alla pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo Usa di febbraio, che sarà pubblicato dopodomani.