Wall Street in rally nel Fed Day, Nasdaq +2,7% su speranze pace in Ucraina. Sbornia ADR cinesi: Didi +44%, Alibaba +21%

16 Marzo 2022, di Redazione Wall Street Italia

La speranza di un accordo di pace tra la Russia e l’Ucraina scatena i buy sull’azionario globale, nel giorno in cui la Fed di Jerome Powell alzerà i tassi sui fed funds per la prima volta dal 2018. L’annuncio è atteso per le 19 ora italiana, seguito dal briefing in cui prenderà la parola il presidente Jerome Powell. Alle 15.30 circa ora italiana, il Dow Jones balza di 517,72 punti (+1,54%), a 34.062 punti; il Nasdaq avanza del 2,76% a 13.305, lo S&P 500 fa +1,88% a 4.342 punti.

Grande è la trepidazione per il dot-plot della Fed e le previsioni aggiornate sul trend del Pil e dell’inflazione made in Usa, in un contesto economico globale che ha cambiato improvvisamente faccia con l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia di Vladimir Putin.

Gli economisti prevedono che la Fed alzerà oggi i tassi sui fed funds dal range attuale compreso tra lo zero e lo 0,25%, di 1/4 di punto percentuale.

Dal dot plot, secondo gli strategist, potrebbe emergere l’intenzione di alzare i tassi di altre 5/6 volte nel corso di quest’anno.

Da un sondaggio Cnbc Fed è emerso che, secondo gli economisti interpellati, la Fed alzerà in media i tassi, quest’anno, 4,7 volte fino all’1,4%, procedendo ad altre strette fino al 2% entro la fine del 2023.

Quasi la metà degli intervistati ha detto di credere che la banca centrale procederà a 5-7 rialzi dei tassi nel 2022. D’altronde l’ultimo dato sull’indice dei prezzi al consumo, importante termometro dell’inflazione Usa, ha indicato una ulteriore fiammata dei prezzi al ritmo annuo del 7,9%, nuovo record degli ultimi 40 anni.

“Credo che la Fed sarà un po’ più hawkish rispetto a quanto previsto dai mercati, fattore che sarà difficile da digerire, soprattutto da parte dei mercati del reddito fisso – ha commentato alla Cnbc David Zervos, chief market strategist di Jefferies – Il mercato azionario potrebbe digerire (la stretta) un po’ meglio, ma sarà un rospo difficile da ingoiare”.

Nella seduta di ieri, il Dow Jones Industrial Average è salito di 599,10 punti (+1,82%), a 33.544,34 punti; lo S&P 500 index ha chiuso in rialzo del 2,14% a 4.262,45 mentre il Nasdaq Composite è balzato del 2,92% a 12.948,62. I tassi sui Treasuries Usa a 10 anni sono in rialzo al 2,179%.

L’attenzione degli investitori continua a focalizzarsi sulla guerra tra l’Ucraina e la Russia.

In un discorso alla nazione proferito nella giornata di ieri, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto che un accordo per il cessate il fuoco “sembra più realistico”, mentre il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha riferito alla Bbc che c’è “qualche speranza di raggiungere un compromesso”.

I media russi hanno confermato la stessa speranza da fonti del Cremlino.

Tra i titoli migliori dell’indice S&P 500, si mettono in evidenza in premercato Micron Technology, Starbucks e Boeing.

Mentre i negoziati tra Mosca e Kiev sono ancora in corso, si guarda anche al rally delle borse di Hong Kong e di Shanghai, scatenato dalle dichiarazioni del vice premier cinese Liu He, che ha promesso misure per sostenere l’economia della Cina e politiche anche a sostegno del mercato dei capitali. Proprio queste dichiarazioni hanno portato l’indice Hang Seng della borsa di Hong Kong a chiudere in rally di oltre il 9%, in quella che è stata la sessione migliore dall’ottobre del 2008.

ADR delle Big Tech cinesi si infiammano a Wall Street, con quelle di Didi che schizzano al rialzo di oltre +44%, quelle di Alibaba in corsa di oltre +21% e JD.com oltre +28%.

Diramato oggi dal fronte macroeconomico Usa il dato sulle vendite al dettaglio, salite a febbraio dello 0,3%, lievemente al di sotto del +0,4% atteso dal consensus. I tassi sui Treasuries Usa a 10 anni sono in rialzo al 2,167%.