Wall Street giù, Nasdaq -1,4%. Fed, la colomba Brainard lancia alert inflazione: ‘davvero troppo alta’

5 Aprile 2022, di Redazione Wall Street Italia

Wall Street in rosso, in attesa delle minute della Federal Reserve relative all’ultima riunione del 16 marzo 2022, che saranno diffuse nella giornata di domani.

Il sentiment peggiora con le dichiarazioni della governatrice della Federal Reserve Lael Brainard, conosciuta per essere dovish e favorevole ai bassi tassi di interesse, che oggi ha detto che la banca centrale Usa deve agire in modo veloce e aggressivo per far scendere l’inflazione.

“L’inflazione è davvero troppo alta e soggetta a rischi al rialzo – ha detto Brainard – La Commissione è pronta a varare misure più forti, nel caso in cui le indicazioni sull’inflazione e le aspettative sull’inflazione dovessero avallarle”.

In particolare, a suo avviso, la riduzione del bilancio della Fed dovrebbe avvenire a “un ritmo rapido”.

Alle 16.18 ora italiana, il Dow Jones scende dello 0,14% a 34.873 punti; lo S&P 500 arretra dello 0,52% a 4.559 punti, mentre il Nasdaq perde l’1,4% circa a 14.332 punti.

Gli investitori guardano anche alle sanzioni contro la Russia appena proposte dalla Commissione europea. Le misure punitive includono il divieto, per i paesi Ue, di acquistare carbone russo e, per molte navi russe, di entrare nei porti dei paesi del blocco. E’ quanto riporta il Guardian, aggiungendo che la Commissione ha reso noto di star considerando anche l’opzione di imporre l’embargo sul petrolio russo.

Sullo sfondo rimane il timore di una recessione negli Stati Uniti, provocata da un atteggiamento troppo hawkish da parte della Fed di Jerome Powell.

I mercati continuano a prezzare il timore di un’accelerazione dell’inflazione negli States e, di conseguenza, strette monetarie più aggressive da parte della Fed.

Domani la pubblicazione dei verbali della Federal Reserve relativi all’ultima riunione del 16 marzo 2022, quando il Fomc, il braccio di politica monetaria della banca centrale Usa, ha alzato i tassi sui fed funds per la prima volta dal 2018, portandoli al range compreso tra lo 0,25% e lo 0,50%.

Dal dot plot, documento che contiene le aspettative degli esponenti del Fomc sul trend futuro dei tassi, è emerso che la Commissione prevede sei ulteriori rialzi dei tassi in ognuno dei meeting rimanenti del 2022, fino all’1,9% entro la fine dell’anno.

Per il 2023, le previsioni sono di tre ulteriori strette monetarie e nessun rialzo dei tassi nel 2024. Le minute saranno diffuse nella giornata di domani.

Segnali poco confortanti dal mercato dei Treasuries, interessati dal fenomeno dell’inversione della curva dei rendimenti, soprattutto nel tratto 2-10 anni. Uno spread negativo tra i rendimenti dei titoli di stato a 10 anni e i rendimenti dei titoli a 2 anni viene considerato in generale parametro anticipatore di una recessione negli Stati Uniti.

Molti economisti sottolineano tuttavia che stavolta il suo valore predittivo potrebbe essere meno certo. I tassi sui bond a due anni salgono al 2,473%, valore superiore al 2,462% dei decennali. I tassi a cinque anni si attestano al 2,608%, superiori al 2,521% dei trentennali.

Ieri Wall Street è stata sostenuta soprattutto dalla corsa dei titoli tecnologici.

Il Dow industrial Average ha chiuso la sessione in rialzo di 103,67 (+0,3%), a 34.921,95 punti; l’indice S&P 500 è salito di 36,76 punti (+0,81%), a 4.582,63 punti, mentre il Nasdaq è scattato di 271,06 punti (+1,90%), a 14.532,56 punti.

Protagonista il rally di Twitter, volato di oltre il 27%, dopo che dalla Securities and Exchange Commission (SEC), la Consob statunitense, è emerso che Elon Musk, l’amministratore delegato di Tesla, ha acquisito una partecipazione passiva del 9,2% nella società di micro-blogging.

Musk possiede 73.486.938 azioni di Twitter e la quota vale 2,89 miliardi di dollari stando al prezzo di chiusura di Twitter di venerdì.

Oggi sono arrivate altre novità che hanno alimentato nuovi buy su Twitter. Intanto, Musk ha chiesto agli utenti di Twitter se sono favorevoli all'”edit button”, ovvero all’introduzione di una funzione che permetterebbe loro di modificare il contenuto dei loro post. Immediata la reazione del titolo TWTR, che già in premercato è scattato al rialzo. Al momento le quotazioni salgono di oltre +4%.