Wall Street: futures migliorano, passa l’effetto Powell. Nike +5% dopo trimestrale migliore delle attese

22 Marzo 2022, di Redazione Wall Street Italia

Migliora il trend dei futures Usa a Wall Street. Alle 12.50 circa ora italiana, i futures sul Dow Jones avanzano di oltre 180 punti (+0,54%), a 34.622 punti; i futures sullo S&P 500 salgono dello 0,35% a 4.468 punti mentre i futures sul Nasdaq aumentano dello 0,22% a quota 14.402 circa. Wall Street si lascia alle spalle il sentiment negativo della vigilia, dovuto alle parole proferite da Jerome Powell, numero uno della Fed.

Powell ha detto chiaramente che l’inflazione, negli Stati Uniti, è troppo alta e che potrebbe essere necessario procedere a strette monetarie di entità superiore ai 25 punti base, in una riunione o in più riunioni.

Le parole del banchiere centrale hanno portato i mercati a scommettere che, nel prossimo meeting del Fomc – il braccio di politica monetaria della Fed – i tassi Usa saranno alzati di 50 punti base, dopo il primo rialzo dal 2018 annunciato mercoledì scorso, 16 marzo, pari a 25 punti base, che ha portato il costo del denaro al range compreso tra lo 0,25% e lo 0,50%.

Il Dow Jones Industrial Average ha perso così 201,94 punti (-0,6%), lo S&P 500 ha chiuso in calo attorno alla parità e il Nasdaq è sceso dello 0,4% a 13.838,46 dopo essere scivolato nei minimi intraday fino a -1,5%.

Recupera il titolo Boeing dopo la perdita pari a -3,6% della vigilia, provocata dalla notizia dello schianto dell’aereo Boeing 737 della compagnia aerea China Eastern Airlines.

Ieri l’autorità dell’aviazione cinese ha reso noto che un aereo per passeggeri Boeing 737 della compagnia aerea cinese si è schiantato al suolo con 132 persone a bordo, inclusi 123 passeggeri e nove membri dell’equipaggio.

Sempre dal fronte societario, attenzione al titolo Nike, che balza del 5% dopo che il colosso Usa degli articoli sportivi ha pubblicato un bilancio relativo al suo terzo trimestre fiscale migliore delle attese.

L’utile netto di Nike dei tre mesi terminati il 28 febbraio scorso si è attestato a $1,4 miliardi, o 87 centesimi per azione, rispetto agli $1,45 miliardi, o 90 centesimi per azione, dello stesso periodo dell’anno precedente. Il risultato è stato migliore dei 71 centesimi per azione attesi dal consensus, stando ai dati di Refinitiv.

Bene anche il fatturato, salito del 5% a $10,87 miliardi, dai $10,36 miliardi dello stesso trimestre dell’anno precedente, meglio dei $10,59 miliardi stimati dagli analisti.

Rimangono sotto i riflettori i tassi sui Treasuries Usa, con quelli decennali che, dopo le parole di Jerome Powell, numero uno della Fed, sono saliti ieri fino al 2,33%, record dal maggio del 2019. I tassi decennali rimangono in rialzo al 2,335%, ma nelle ore precedenti sono balzati fino al 2,359%, nuovo record dal maggio del 2019.

Nelle ultime ore le tensioni geopolitiche provocate dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia si sono ulteriormente intensificate.

Il ministero russo degli Affari esteri ha reso noto di aver convocato l’ambasciatore americano a Mosca John Sullivan per protestare formalmente contro gli Stati Uniti, dopo che il presidente americano Joe Biden ha definito l’omologo russo Vladimir Putin “un criminale di guerra”.

L’accusa di Biden, ha sottolineato il ministero degli Esteri della Russia, “ha portato le relazioni tra la Russia e l’America sull’orlo della rottura”.