Wall Street: futures in ripresa dopo tonfo Nasdaq -4%. Tesla in rialzo dopo capitombolo -12%

27 Aprile 2022, di Redazione Wall Street Italia

Wall Street tenta la ripresa dopo il martedì nero, che ha visto l’indice tecnologico Nasdaq Composite scivolare ulteriormente in mercato orso, perdendo ben il 3,95% e testando il valore più basso delle ultime 52 settimane. Il listino viaggia ora a un valore inferiore del 23% rispetto all’ultimo record testato.

Il Dow Jones Industrial Average è capitolato ieri di 809,28 punti, o del 2,4%, mentre lo S&P 500 è scivolato del 2,8%. Dall’inizio del mese di aprile, lo S&P 500 ha perso il 7,8%, il Nasdaq è arretrato di ben -12,2% e il Dow Jones ha ceduto il 4,2%.

Il violento sell off di ieri è stato provocato dall’ansia scatenata sui mercati dalla Cina, alle prese con una fuga record degli investitori stranieri dai suoi mercati, sia per l’amicizia che la lega alla Russia di Vladimir Putin che per i timori per gli effetti che i lockdown che il governo di Pechino sta lanciando in varie città del paese produrranno sull’economia.

C’è da dire che oggi la borsa di Hong Kong è rimbalzata di oltre il 2%, beneficiando della notizia relativa al balzo dei profitti industriali in Cina che, nel periodo compreso tra gennaio e marzo, è stato pari a +8,5% su base annua.

Male invece oggi l’indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo, che ha chiuso in calo dell’1,17% a 26.386,63 punti.

Alle 11.45 circa ora italiana, i futures sul Dow Jones balzano di più di 320 punti (oltre +1%), a 33.482 punti; quelli sul Nasdaq fanno +0,84% a 13.125 punti, mentre quelli sullo S&P 500 avanzano dello 0,80% a 4.203.

Protagonista in Usa rimane la stagione degli utili della Corporate America, che si sta mettendo in evidenza con risultati contrastati.

Giù il titolo Alphabet, la holding a cui fa capo Google, che ha annunciato ieri, dopo la fine delle contrattazioni a Wall Street, di aver riportato nel primo trimestre del 2022 utili e un fatturato inferiori alle attese: deludenti in particolare le entrate pubblicitarie della divisione YouTube, che hanno scontato l’effetto della competizione agguerrita di TikTok. L’utile per azione di Alphabet si è attestato a $24,62, rispetto ai $25,91 attesi dal consensus di Refinitiv. Il fatturato è stato pari a $68,01 miliardi, meno dei $68,11 miliardi attesi, con le entrate pubblicitarie della divisione YouTube salite su base annua di appena il 14%, a $6,87 miliardi, rispetto ai $7,51 miliardi previsti dal consensus intervistato da StreetAccount.

Ha convinto invece il bilancio di Microsoft, soprattutto per l’ottimismo manifestato dal gigante software, anche riguardo alla crescita del trimestre in corso:

l’utile per azione di MSFT si è attestato nei primi tre mesi del 2022 a $2,22 su base adjusted, meglio dei $2,19 stimati dal consensus, mentre il giro d’affari è stato pari a $49,36 miliardi, meglio dei $49,05 miliardi previsti dagli analisti. Il fatturato di Microsoft ha rallentato in realtà il ritmo di crescita, salendo del 18% su base annua, rispetto al +20% del primo trimestre, battendo le attese tra l’altro con il gap più contenuto dal 2018.

Tuttavia, il mercato guarda all’outlook diramato dal gigante per il quarto trimestre fiscale (dunque secondo trimestre dell’anno, quello attuale): il fatturato è atteso tra i $52,4 miliardi e i $53,2 miliardi, con i fatturati dei tre principali segmenti di business attesi a livelli superiori a quelli stimati dagli analisti intervistati da StreetAccount.

Il ceo Satya Nadella ha riferito inoltre di credere che la spesa per l’hi-tech rimarrà forte anche se la crescita economica si indebolirà, sottolineando che “in un contesto inflazionistico, l’unica cosa deflazionistica è il software”.

Il titolo è balzato nelle contrattazioni dell’afterhours fino a +6%, a fronte del calo di Alphabet, di circa -4,5%.

Protagonista negativa della vigilia, a Wall Street, è stato comunque sicuramente il tonfo di Tesla:

il titolo è crollato del 12% circa ieri, portando la capitalizzazione del colosso produttore di auto elettriche fondato e gestito da Elon Musk a perdere 126 miliardi di dollari in una sola sessione.

A pesare, il timore che Musk possa decidere di vendere titoli Tesla per finanziare l’acquisizione di Twitter da $44 miliardi. Tesla recupera terreno, mettendo a segno un rialzo in premercato del 2,6% circa. Cede invece più quasi il 2% Twitter.

Giù in premercato anche Meta (ex Facebook), in attesa della trimestrale che sarà diffusa dopo la fine della seduta odierna.