Wall Street: futures in calo dopo settimana migliore da 2020. Alleghany brinda a Buffett con +25%, Boeing affonda di oltre -8%

21 Marzo 2022, di Redazione Wall Street Italia

Futures Usa in ribasso dopo la settimana migliore degli indici S&P 500, Nasdaq e Dow Jones dal novembre del 2020: nel periodo compreso tra lunedì a venerdì scorsi, lo S&P 500 è balzato del 6,1%, il Dow Jones Industrial Average è salito del 5,5%, mentre il Nasdaq Composite è balzato dell’8,1%.

“Dopo una delle migliori settimane degli ultimi anni, la domanda ora è la seguente: le azioni riusciranno a mantenere questi guadagni? Una notizia in qualche modo positiva è rappresentata dal fatto che aprile è storicamente uno dei mesi migliori per le azioni, dunque il calendario rimane positivo per i tori”, ha commentato alla Cnbc Ryan Detrick, di LPL Financial.

Il problema è rappresentato dalla volatilità onnipresente sui mercati dall’inizio della guerra in Ucraina scatenata dall’invasione della Russia, lo scorso 24 febbraio.

Alle 12 circa ora italiana, i futures sul Dow Jones arretrano dello 0,39% a 34.498 punti; i futures sul Nasdaq cedono lo 0,36% a 14.362 punti, mentre quelli sullo S&P perdono lo 0,20% a 4.444 circa.

Nessuno sviluppo concreto nei negoziati tra Mosca e Kiev per il cessate il fuoco. Kiev rimane circondata dalle forze russe, che nella notte hanno bombardato un centro commerciale nel distretto Podilskyi della capitale. Per ora si parla di un bilancio di sei morti.

La richiesta di Mosca ai militari ucraini che combattono a Mariupol di deporre le armi è stata prontamente rifiutata dal governo ucraino.

Le tensioni geopolitiche, insieme alla possibilità che anche l’Unione europea, dopo gli Stati Uniti, impongano l’embargo contro il petrolio e il gas della Russia, infiammano di nuovo i prezzi del petrolio.

Dal fronte corporate, occhio all’annuncio di Berkshire Hathaway, la holding gestita e fondata da Warren Buffett, che ha annunciato di aver raggiunto un accordo per l’acquisto della compagnia assicurativa Alleghany, per un valore di $11,6 miliardi, o di $848,02 per azione, in contanti.

La conglomerata ha precisato che l’accordo “rappresenta un multiplo di 1,26 volte il valore di libro di Alleghany del 31 dicembre del 2021”. Il prezzo è inoltre a premio del 16% rispetto al valore medio che il titolo ha riportato negli ultimi 30 giorni.

L’accordo dovrebbe chiudersi nel quarto trimestre di quest’anno. Il titolo Alleghany schizza di oltre il 25%.

Non va bene invece a Boeing, che affonda di oltre l’8% dopo l’annuncio dell’Autorità dell’aviazione cinese, che ha reso noto che un aereo per passeggeri Boeing 737 della compagnia aerea China Eastern Airlines si è schiantato al suolo con 132 persone a bordo, inclusi 123 passeggeri e nove membri dell’equipaggio.

Il contatto con l’aereo è stato perso nei cieli di Wuzhou della provincia di Guangxi region. L’aereo, che si ritiene essere il MU5735, aveva lasciato Kunming alle 13.11 ora locale e sarebbe dovuto arrivare a destinazione in poco meno di due ore, stando al sito di monitoraggio dei voli FlightRadar24.

Il sito, riporta la Cnbc, mostra che l’aereo ha iniziato a precipitare poco dopo le 14.20 ora locale. Nuovi guai per Boeing: il colosso era stato costretto a lasciare a terra gli aerei Boeing 737 MAX nel periodo compreso tra il marzo del 2019 e il dicembre del 2020 – in alcuni paesi per un arco di tempo più lungo – dopo il rinvenimento di difetti di produzione che avevano provocato due incidenti aerei in Indonesia ed Etiopia.

Nel marzo del 2019 un volo dell’Ethiopian Airlines 302 si era dopo che un altro volo con lo stesso aereo della Boeing, della compagnia aerea Lion Air, partito da Jakarta, era precipitato nel mare di Java, uccidendo tutte le 189 persone a bordo, nell’ottobre del 2018. L’aereo precipitato oggi in Cina è un Boeing 737 non MAX.

Le autorità cinesi dell’aviazione hanno approvato il ritorno nei cieli del Boeing 737 Max nel mese di dicembre ma finora nessun modello è tornato a essere operativo.

I prezzi del petrolio oggi sono tornati a salire, con quelli del Brent e del WTI che riportano un rally superiore a +4%, avanzando rispettivamente a $112 e $109 al barile.

Oltre alla possibilità che anche l’Ue decida per un embargo contro il petrolio e il gas russi, i prezzi dell’oil scontano l’avvertimento lanciato lo scorso venerdì dall’AIE (IEA in inglese), Agenzia internazionale dell’Energia, che ha invocato un cambio di rotta per la domanda.

Pesa anche la notizia degli attacchi sferrati dai ribelli Houthi contro l’Arabia Saudita, che hanno colpito un impianto di gas naturale liquefatto, un impianto di desalinizzazione dell’acqua, un impianto di petrolio e di elettricità. L’impianto di LNG della città portuale Yanbu è gestito da Saudi Arabian Oil Co, meglio conosciuta con il nome di Saudi Aramco.