Wall Street chiude un mese da incubo, Nasdaq porta perdite 2022 a -21%. Fuga dai FAANG

2 Maggio 2022, di Redazione Wall Street Italia

Aprile da incubo per Wall Street, capitolata sotto il peso delle notizie relative al conflitto tra la Russia e l’Ucraina, dei timori per l’accelerazione dell’inflaione negli Usa e, strettamente collegata alla paura precedente, dal rischio che i rialzi sui tassi che la Fed di Jerome Powell intende lanciare affossino l’economia americana provocando un hard landing. Un mix perfetto di preoccupazioni, insomma, che ha portato l’indice Dow Jones scendere del 4,9%, e lo S&P 500 affondare dell’8,8%. Entrambi gli indici hanno riportato il mese peggiore dal marzo del 2020, quando in tutto il mondo è risuonato l’allarme sulla pandemia Covid-19.

Il Nasdaq ha fatto anche peggio, sprofondando del 13,26% ad aprile, concludendo il mese peggiore dall’ottobre del 2008.

L’ultima sessione di aprile ha confermato la forte fase di sell off che ha colpito la borsa Usa: lo S&P 500 è sceso del 3,63% lo scorso venerdì, riportando la seduta peggiore dal giugno del 2020 e concludendo la sua quarta settimana consecutiva in territorio negativo, per la prima volta dal settembre del 2020. Quarta settimana consecutiva in rosso anche per il Nasdaq, crollato venerdì scorso del 4,2%.

I sell di aprile hanno portato gli indici azionari Usa ad accelerare le perdite sofferte dall’inizio del 2022.

Il bilancio è il seguente: dopo aver chiuso la sessione di venerdì scorso con un tonfo di 939 punti (-2,8%), il Dow Jones Industrial Average,  a quota 32.977,21, è in flessione del 9,2% dall’inizio dell’ anno. L’indice S&P 500 ha perso il 13,3% mentre il Nasdaq ha portato i ribassi del 2022 a -21,2%. Occhio in particolare, oltre ai nomi più noti, a quello di Teladoc Health che, la scorsa settimana, è capitolato del 42%, crollando del 40% lo scorso 28 aprile, quando ha ridotto in modo significativo l’outlook sulle vendite e sugli utili.

E’ proprio il Nasdaq l’osservato speciale degli investitori globali, viste le vendite che si sono accanite contro i titoli tecnologici, in particolare contro i FAANG, ovvero Facebook, con la holding Meta Platforms, Apple, Amazon.com, Netflix e la holding di Google Alphabet che, insieme a Microsoft, hanno visto la loro capitalizzazione di mercato crollare di un valore di $1,404 trilioni, nel mese di aprile, stando a quanto riportato da un articolo di Marketwatch.

Ma le vendite avevano colpito i FAANG+Microsoft già nei mesi precedenti, tanto che il bilancio da inizio anno è di una perdita di valore di mercato pari a -2,214 trilioni.

Venerdì scorso vittima illustre è stata sicuramente Amazon, che in borsa è scivolata di oltre -14% dopo ver dirmato una trimestrale e fornito un outlook che hanno gelato gli investitori.

Curiosità:gli smobilizzi hanno detratto dalla ricchezza del fondatore di Amazon Jeff Bezos, a scendere di $20,5 miliardi nell’arco di appena 24 ore.

Non c’è da preoccuparsi, tuttavia, visto che Bezos è il secondo uomo più ricco del mondo, con un patrimonio netto stimato a 148 miliardi di dollari in data 30 aprile, stando a quanto emerge dal Bloomberg Billionaire Index. Il gap con il l’uomo più ricco del mondo, Elon Musk di Tesla, si è allargato comunque e di conseguenza a oltre $100 miliardi.